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Borsa: Brent a 100$ affossa i listini, Milano (-0,6%) si salva con Eni

Gas torna sopra 80 euro al MWh sui livelli del 2023 (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 09 set - Prosegue la salita del prezzo del petrolio, che affossa l'azionario globale: gli indici europei chiudono con cali di oltre l'1,5% ma a Milano il Ftse Mib si salva grazie alla performance di Eni e chiude in calo dello 0,58% a 51.875 punti. La nuova escalation in Medio Oriente ha spinto ancora al rialzo le quotazioni del greggio, riportando il Brent sopra la soglia dei 100 dollari al barile, sui massimi dal luglio scorso (future sul Brent +3,45% a 101,31, Wti +3,7% a 96,51), alimentando ulteriormente i timori per l'andamento dell'inflazione. Impennata anche per il gas europeo che ad Amsterdam ha superato per la prima volta da inizio 2023 la soglia degli 80 euro al MWh (+4,6% a 79,36 euro in chiusura).

Con i prezzi sotto pressione, l'attesa ora e' per le decisioni che la Bce annuncera' domani: il mercato sconta gia' un aumento del costo del denaro di 25 punti base, che portera' i tassi al 2,5% ma sotto la lente ci saranno soprattutto le dichiarazioni della presidente Christine Lagarde con le possibili indicazioni per il futuro. La prossima settimana, poi, sara' la volta di Fed e Banca del Giappone, e anche in questo caso le attese sono per mosse restrittive degli istituti centrali. Un quadro, questo, che mantiene elevati i rendimenti dei titoli di Stato: quello del Bund decennale ha superato il 3,43%, il Btp italiano il 4,27%. Sopra il 4,8% il rendimento del Treasury americano decennale, con il Tesoro che ha appena annunciato che riacquistera' 6 miliardi di dollari di debito pubblico, triplicando l'importo normalmente previsto per le operazioni di riacquisto.

Sull'azionario le vendite sono generalizzate, si salvano in Europa solo i titoli oil&gas. A Milano svetta Eni (+1,9%), bene Saipem (+0,5%), si salvano i pharma (+0,5% Diasorin e +0,1% Recordati). Generalmente debole il comparto bancario, con Intesa Sanpaolo che cede lo 0,46% alla vigilia dell'assemblea che dovra' dare il via libera all'aumento di capitale a servizio dell'Ops su Mps (-0,17%). In rosso la Difesa, con Leonardo e Fincantieri in coda al listino (-4% e -3,6%). Pesanti Poste (-2,7%) e Tim (-2,15%), negli ultimi giorni dell'Ops. Fuori dal listino principale, -8% per Webuild.

Sul valutario, l'euro/dollaro resta ingessato a 1,1626 dollari (da 1,163 ieri), mentre l'euro/yen e' a 178,74 (179,33). Il calo il dollaro/yen a quota 153,76 (154,2). E' in rialzo l'oro con il contratto spot a 4.390 dollari all'oncia (+0,85%), il bitcoin vale 78.659 dollari (-0,4%).

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