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Borsa: Europa appesa a Fed e conti Oracle, a Milano (-0,3%) testacoda Ferrari

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 10 dic - L'attesa per le decisioni della Fed rende fiacchi i mercati europei, che chiudono in ordine sparso una seduta segnata piu' dai dubbi sul percorso dei tassi nel 2026 e dalle aspettative sui conti di Oracle, osservata speciale dagli investitori per valutare la tenuta della 'bolla' tech. Il baricentro della seduta e' pero' tarato sulla Federal Reserve. Il mercato, infatti, da' per scontato un taglio dei tassi di 25 punti, ma le divisioni interne alla Banca centrale Usa, mai cosi' marcate, rendono piu' complicato immaginarne le prossime mosse. Al presidente Jerome Powell il compito di conciliare 'falchi' e 'colombe', senza contare la pressione esterna esercitata da Donald Trump. Nel frattempo, la Banca del Canada ha mantenuto invariati i tassi mentre in Europa, in attesa di novita' sul fronte geopolitico, l'economia 'sta andando meglio di quanto si temesse' assicura la presidente della Bce, Christine Lagarde, aprendo a un rialzo delle stime.

In questo clima, a Piazza Affari l'indice Ftse-Mib chiude con un passivo dello 0,3%, 'zavorrato' dal testacoda della Ferrari (-4,4%) a causa del taglio delle stime degli analisti di Jefferies. Debole il comparto Difesa, dopo la recente corsa, con Leonardo a -1,7%. In cima al podio Lottomatica (+2,5%) che incassa il giudizio positivo di BofA. Campari chiude a +0,5% sulle indiscrezioni di un accordo tra la holding Lagfin e l'Agenzia delle Entrate con il versamento di 400 milioni di euro per chiudere il caso di una presunta evasione fiscale. -0,6% per Eni con l'Antitrust che ha aperto un'istruttoria sull'acquisto da parte di Plenitude di Acea Energia. Fuori dal listino principale, +1,5% per Banca Generali all'indomani della raccolta di novembre sopra le attese, mentre Bff Bank crolla del 9,5% dopo il 'downgrade' di Deutsche Bank.

Sul fronte delle materie prime, l'argento poco sotto il nuovo record di 61,61 dollari l'oncia, cede lo 0,2% l'oro appena sotto ai 4.200 dollari. In frenata il prezzo del petrolio con il Brent a 61,4 dollari al barile (-0,8%) e il Wti a 57, 8 dollari (-0,8%). In calo del 3,2% a 26,6 euro al MWh il prezzo del gas europeo. Sul valutario, infine, prosegue la debolezza del dollaro in attesa della Fed, con l'euro che sale a 1,164 dollari (da 1,163 ieri in chiusura), mentre il biglietto verde scende a 156,34 yen (da 156,9). Euro/yen a 18213 (182,62 yen).

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