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Borsa: inflazione Usa riavvicina la stretta Fed, Milano (-0,6%) paga dazio

Tornano a salire i rendimenti dei bond, giu' le banche (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 14 ott - Le Borse europee chiudono contrastate dopo un rapporto sui prezzi al consumo statunitensi che ha mostrato un aumento dell'inflazione al 3,7% annuo, sopra le attese. A pagare dazio e' il Ftse Mib di Milano, che termina a -0,61% e perde quota 50.000 punti, trascinato al ribasso dalle banche.

L'inflazione Usa sopra le stime alimenta, infatti, i timori di una politica monetaria piu' restrittiva da parte della Fed, con tassi elevati piu' a lungo: secondo il FedWatch del Cme Group, le probabilita' che la Federal Reserve alzi i tassi alla prossima riunione di ottobre si attestano al 49,3% dal 22,1% di ieri. Una situazione che spinge al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato, tornati a salire su entrambe le sponde dell'Atlantico. Dal momento che gli istituti di credito detengono in pancia molti titoli di Stato, il rialzo dei tassi svaluta - seppur sulla carta - i loro portafogli.

Inoltre, il settore bancario puo' risentire delle preoccupazioni per un rallentamento del credito e un possibile peggioramento della qualita' degli attivi. E infatti, mentre il rendimento dei Treasury Usa a 10 anni e' tornato al 5,25%, sono avanzati anche quelli dell'OaT di pari scadenza (4,88%) e del Btp (4,55%).

Sull'azionario, a Piazza Affari sono proprio le banche a spingere al ribasso il listino principale, con Bper che guida le perdite del settore a -1,97%, seguita da Banco Bpm (-1,6%). Giu' anche gli altri protagonisti del risiko con Mps a -0,3% e Intesa a -0,65%. Seduta in altalena per i tecnologici che, dopo una partenza in rialzo, hanno virato in negativo, stretti tra i numeri in progresso di Asml (+1,23% ad Amsterdam) e i timori sulla natura speculativa degli investimenti in AI ricordati ieri dal ceo di Broadcom, Hock Tan. Cosi' StMicroelectronics termina a -1,77%, Technoprobe cede l'1,39% e Prysmian il 5,51%, all'indomani del completamento dell'acquisizione di Xtera. Fronte opposto, invece, per Avio che guadagna il 5,34% dopo l'accordo di cooperazione con Lockheed Martin.

Sul fronte energetico, il greggio torna a salire, con il Brent a 105,8 dollari al barile (+0,1%) e il Wti a 95 dollari (+0,93%). In calo, invece, il gas ad Amsterdam a 85,37 euro al megawattora (-2,1%). Sul mercato dei cambi, l'euro vale 1,1121 dollari (ieri 1,1193 dollari), e 176,62 yen (177,28 yen). Il cambio dollaro-yen si attesta invece a 158,84, rispetto a 158,44 della seduta precedente.

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