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Borsa: si prende una pausa in attesa Warsh, Milano (+0,3%) da record col risiko

Per Piazza Affari nuovo massimo a un soffio dai 52.600 punti (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 17 giu - Le Borse europee interrompono il lungo rally, che fin qui le ha portate su livelli record, e per un giorno appaiono frenate dalle incertezze sulla Fed e l'accordo di pace Usa-Iran.

Nessuno, in verita', sembra avere dubbi sul fatto che la Banca centrale statunitense stasera non ritocchera' il costo del denaro, ma l'attesa dei mercati e' sugli indirizzi che dara' il neopresidente Kevin Warsh che, alla sua prima riunione, si avvia a limitare la cosiddetta 'forward guidance', legando cosi' 'maggiormente le decisioni future sui tassi ai dati macroeconomici' sottolineano gli analisti.

A tenere banco sono sul fronte geopolitico le anticipazioni sulla bozza di accordo tra Washington e Teheran, dalla fine del blocco di Hormuz fino all'accesso dell'Iran ai suoi asset 'congelati' passando per il nucleare, con Donal Trump che per un attimo ha riesumato toni drastici: 'Se l'Iran non si comporta bene, torneremo a sganciare bombe'. Tensione che ha riportato il petrolio Wti in rialzo sui 77 dollari al barile, ma sempre ai minimi da inizi marzo (anche se le scorte Usa sono diminuite piu' delle attese).

A Piazza Affari, il Ftse Mib (+0,3%) segna un nuovo record storico a un soffio dai 52.600 punti e tiene grazie al risiko bancario. Sul podio si piazzano Saipem (+2,9%), Banco Bpm (+2,9%), che in attesa di una risposta da parte di Mps (+0,1%) per una fusione potrebbe rilevare Bff (+7,1%) assieme ad Amco, e UniCredit (+2,4%) alle prese con la scalata a Commerz (senza escludere un suo ritorno sull'istituto di Piazza Meda). In fondo finiscono Inwit (-3,1%), Avio (-2,8%) e Stellantis (-3,3%) trascinata al ribasso come tutto il settore automotive europeo dal 'profit warning' di Bmw.

Sul fronte dei cambi, l'euro in calo a 1,1591 dollari (da 1,1605 ieri in chiusura). Vale inoltre 185,70 yen (186,18 yen), mentre il dollaro-yen si attesta a 160,24 (160,43). Tra le materie prime, piatto il gas sui 41,7 euro al megawattora, mentre e' volatile il petrolio che sul finale accelera con il Brent di agosto a 80,5 dollari al barile (+2%) e il Wti di luglio a 77,5 dollari (+1,9%).

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