
Bce: famiglie dell'Eurozona esposte per 440 miliardi al tech Usa
Una correzione del settore AI colpirebbe anche l'area euro (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 17 ago - Il boom dell'intelligenza artificiale ha spinto le valutazioni del mercato azionario statunitense vicino ai massimi storici, aumentando il rischio di una correzione che potrebbe produrre 'gravi conseguenze' anche per l'Eurozona. E' quanto sostengono cinque economisti della Bce in un articolo pubblicato sul blog dell'istituto centrale. Secondo gli autori, la storia delle precedenti rivoluzioni tecnologiche, dalle ferrovie a internet, porta a una "conclusione preoccupante": una correzione delle attuali valutazioni azionarie e' probabile, indipendentemente dal fatto che i prezzi riflettano un entusiasmo razionale oppure una bolla speculativa simile a quella delle dot-com. L'Eurozona e' esposta soprattutto attraverso le partecipazioni nei sette maggiori gruppi tecnologici statunitensi, le cosiddette Magnificent Seven. Le famiglie dell'area euro detengono circa 440 miliardi di euro di esposizioni ai titoli tecnologici Usa, prevalentemente attraverso fondi comuni ed Etf, spesso senza essere pienamente consapevoli del rischio di concentrazione. Anche assicurazioni e fondi pensione presentano esposizioni significative. Una caduta dei titoli tecnologici potrebbe inoltre costringere i fondi a vendere attivita' per far fronte ai riscatti, accentuando il ribasso e alimentando nuove richieste di rimborso. Per questo, osservano gli economisti, un'eventuale correzione rappresenterebbe un problema di stabilita' finanziaria e non soltanto una perdita per gli azionisti. Rispetto alla crisi delle dot-com, le autorita' dispongono oggi di minori margini per attenuare le conseguenze attraverso tagli dei tassi o misure fiscali. Il rischio di una bolla originata direttamente nell'Eurozona appare piu' contenuto. Le valutazioni azionarie sono inferiori a quelle statunitensi, il settore tecnologico mostra un aumento della produttivita' e dei margini e l'adozione dell'AI da parte delle imprese procede a un ritmo costante. Inoltre, i listini europei restano dominati dalle aziende della 'vecchia economia'.La forte correlazione storica tra le Borse statunitensi ed europee impedisce tuttavia di considerare l'Eurozona al riparo. Una correzione del boom dell'AI negli Stati Uniti potrebbe propagarsi alla fiducia, alle condizioni di finanziamento e all'occupazione europee: 'Una ricaduta dell'AI negli Stati Uniti non rimarrebbe un problema statunitense'.
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