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Borsa: Europa stretta tra tensioni Hormuz e rendimenti bond, a Milano (-1%) svetta Nexi

Realizzi sui tech, St -7,6% a Piazza Affari (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 18 ago - I timori per l'inflazione legati ai rincari del greggio, i rendimenti dei titoli di Stato globali a livelli record e le tensioni in Medio Oriente che non sembrano diradarsi tengono sotto scacco le Borse europee. Cosi', mentre anche Wall Street si muove in calo, con il Nasdaq (-1,2%) colpito dai realizzi sul tech, il Ftse Mib di Milano e' maglia nera in Europa e archivia la seduta a -1,06%. Secondo il presidente statunitense, Donald Trump, con l'Iran non ci sono colloqui al momento, ne' sono in programma, mentre 'il blocco navale rimane pienamente in vigore' e 'lo Stretto di Hormuz e' aperto e operativo'. Da parte sua, Teheran e' tornata a ribadire che Hormuz rimarra' chiuso fino a quando gli Usa non revocheranno il blocco marittimo e delle sanzioni petrolifere, sbloccheranno i beni iraniani congelati e cesseranno le minacce e le operazioni militari su tutti i fronti.

Notizie che preoccupano gli investitori e che da un lato alimentano il rally del petrolio - con il Brent che resta sopra i 90 dollari al barile a 91,36 dollari (+0,54%) e il Wti a 85,24 dollari (+0,88%) - dall'altro innescano la corsa dei rendimenti dei bond. Particolarmente colpiti i tassi a 30 anni, a testimonianza di una fiducia sempre piu' debole degli investitori nella sostenibilita' dei conti pubblici degli Stati nel lungo periodo. Cosi' il rendimento dei Treasury Usa a 30 anni sale al 5,30%, dopo aver toccato il 5,33%, al top dal 2007 (mentre il mese scorso era inferiore al 5%). Il Bund tedesco a 30 anni sale al 3,77%, il livello piu' alto dalla crisi dell'Eurozona del 2011, mentre i rendimenti francesi con la stessa scadenza sono aumentati al 4,9%, ai massimi dal 2008. Nel Regno Unito, il rendimento dei Gilt a 30 anni e' salito al 5,83% e in Italia il Btp di pari scadenza ha raggiunto il 4,88% a massimi dal 2023.

Sull'azionario, a Piazza Affari bene gli energetici: Eni chiude in rialzo dello 0,95% e Snam dell'1,26%. A svettare e' pero' Nexi (+1,97%), che continua a beneficiare della prospettiva di un'accelerazione di Cdp verso il 29,9% e sfrutta le mosse di Stripe sull'M&A nel settore dei pagamenti digitali. Prese di beneficio, invece, sui tech dopo i rialzi di ieri con Prysmian (-4,88%) e St (-7,57%) che scivolano in coda al listino.

Passando al valutario, il dollaro e' indicato a 1,1578 per un euro (da 1,1585 ieri in chiusura) e vale 159,61 yen (da 159,35), mentre il rapporto euro/yen e' a 184,79 (da 184,60).

Frena l'oro, con il contratto spot a 4,355 dollari l'oncia (-1,3%). Infine, il gas ad Amsterdam sale del 3,2% a 63,78 euro al megawattora.

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