
Borsa: allarme Mar Rosso spinge il greggio a 100$ e affonda listini, Milano -2,8%
Ftse Mib maglia nera con St -17%, a Wall Street crolla Tesla (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 23 lug - Archiviano una seduta di vendite le Borse europee, con lo spettro di uno shock energetico che torna protagonista sulla scena globale.
Alle preoccupazioni su un'imminente escalation delle ostilita' tra Washington e Teheran si sommano infatti gli attacchi da parte dei ribelli Houthi dello Yemen nel Mar Rosso, che minacciano le vitali forniture di petrolio dell'Arabia Saudita: a far paura ora e' la chiusura simultanea dello stretto di Bab al-Mandab (oltre che di Hormuz), una delle ultime rotte rimaste per il trasporto del greggio del Golfo verso i mercati globali. In questo quadro, i contratti sul Brent per settembre hanno sfondato la soglia dei 100 dollari al barile, (+7,3% a 100,94 dollari al barile) su livelli che non si vedevano da fine maggio. In forte rialzo anche i contratti sul Wti di pari scadenza, che guadagnano il 6,46% a 92,48 dollari al barile. In lieve calo invece il gas naturale europeo (-1% a 61,88 euro al megawattora), che rimane comunque sopra i 60 euro, sui massimi da meta' marzo scorso.
Cosi' il Ftse Mib di Milano indossa la maglia nera del Vecchio Continente, con un calo del 2,8% in chiusura, appesantito anche da alcune trimestrali. Ad affossare l'indice milanese sono soprattutto i forti cali di Stmicroelectronics (-17,7%) e Moncler (-7,88%), entrambe penalizzate da indicazioni sul futuro ritenute poco convincenti dal mercato nonostante risultati in crescita. In deciso ribasso anche UniCredit (-4,8%), con il Ceo Orcel che ha frenato sul risiko in Italia. Dall'altra parte dell'Atlantico, intanto, si intensificano le vendite a Wall Street, con i crolli di Alphabet (-7%) e Tesla (-14,2%) che pesano soprattutto sul tech e sul Nasdaq.
Sulla situazione nel Mar Rosso si e' espressa anche la presidente della Bce, Christine Lagarde, che ha definito i recenti sviluppi 'allarmanti', aggiungendo che avranno 'chiaramente un impatto', mentre nessuna sorpresa e' arrivata dal meeting di politica monetaria odierno, che ha confermato le attese del mercato, lasciando inalterati i tassi di riferimento. Lagarde ha infatti precisato che quanto avvenuto nel Mar Rosso 'non e' stato di per se' preso in considerazione nella decisione adottata questa mattina', poiche' e' accaduto poco prima della conclusione della riunione. A questo punto, gli osservatori del mercato sono concordi nel prevedere che l'istituto di Francoforte possa riprendere il ciclo di inasprimento monetario nella riunione di settembre.
Sul valutario l'euro scambia a 1,137 dollari (ieri in chiusura a 1,141 dollari). L'attenzione e' rivolta ai tassi di interesse dei bond governativi, che continuano a salire: il rendimento dei Bund tedeschi a 10 anni e' salito sopra il 3,2% (3,2106 in chiusura) per la prima volta dal 2011; per l'equivalente decennale francese, l'Oat, l'ultima volta oltre il 4% (4,026 oggi) si e' avuta nel 2009.
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