
Borsa: scontro all'Onu riaccende il petrolio e gela i listini, Milano -0,2%
A Piazza Affari torna il focus sul risiko con Bpm +1,21% (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 23 set - Torna l'incertezza a dominare i mercati, dopo le risolute dichiarazioni del presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, davanti all'Assemblea generale delle Nazioni Unite e l'abbandono dell'aula da parte della delegazione statunitense nel corso del discorso. Il surriscaldarsi del clima a New York mina cosi' le speranze di effettivi progressi diplomatici nei colloqui tra Washington e Teheran, e riaccende il prezzo del petrolio che, dopo una prima parte di seduta di estrema volatilita', riprende con decisione la via dei rialzi.
Non basta neanche la ripresa delle attivita' nell'oleodotto East-West verso il Mar Rosso (chiuso dall'11 settembre) a raffreddare le quotazioni. Il Brent torna ampiamente sopra quota 100 dollari, in rialzo del 3% in area 102,25 dollari al barile. Stesso andamento per il Wti, che guadagna il +1,8% a 92,18 dollari.
Ancora alta la pressione sui bond: il rendimento del Treasury Usa a dieci anni segna un nuovo massimo dal 2007, al 5,083%, mentre in Europa, il rendimento del Btp decennale e' al 4,517% e quello del Bund a 10 anni al 3,555%.
Intanto, a catalizzare l'attenzione e' anche l'incontro previsto domani tra l'inquilino della Casa Bianca e il suo omologo cinese, Xi Jinping. Molti i dossier sul tavolo, dalla politica commerciale, al nodo geopolitico, ma anche il tema della governance dell'AI, anche se, per gli analisti di Danske Bank, l'esito piu' probabile dell'incontro 'sara' una serie di dichiarazioni di facciata accompagnate da poche azioni concrete'.
A Piazza Affari, dove il Ftse Mib ha chiuso in calo dello 0,21%, torna protagonista il risiko bancario, con Credit Agricole che insiste per una fusione tra la sua CA Italia e Banco Bpm (+1,21%), tra i migliori del listino principale. In testa alle blue chip si posiziona Eni (+2,82%), grazie alla nuova fiammata del greggio. Denaro anche sul lusso, con Brunello Cucinelli (+1,75%), e su Amplifon (+1,5%), che beneficia delle buone prospettive del mercato e dell'integrazione con Gn Hearing. Fuori dal paniere principale, si difende Pirelli (-1,29%) dopo l'annuncio del rafforzamento della catena di controllo guidata da Marco Tronchetti Provera al 29,9% del capitale del gruppo della Bicocca.
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