
Borsa: fiammata tech non basta, Milano in rosso (-0,5%) con tensioni Hormuz
Dietrofront per Piazza Affari che chiude settimana a -2,5% (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 24 apr - I nervi dei mercati europei (e degli investitori) restano a fior di pelle davanti allo stallo dei colloqui Usa-Iran, con le Borse del Vecchio Continente che non riescono a farsi contagiare ne' dall'ottimismo Wall Street, ne' dalla corsa del settore tech, chiudendo a fine giornata quasi tutte in rosso. Con il 'pendolo' della geopolitica che oscilla continuamente dal rischio escalation a nuovi negoziati, i listini appaiono delusi dalla mancanza di segnali che indichino una possibile soluzione diplomatica per il Medio Oriente e per lo stretto di Hormuz, come testimonia il Brent risalito a 106 dollari.
Le Borse restano in ogni caso sensibili a ogni segnale, come testimonia il parziale recupero verso meta' seduta sulla speranza di un nuovo round di colloqui fra Washington e Teheran, subito spento dalla notizia che Mohammad Bagher Ghalibaf avrebbe lasciato per disaccordi interni il ruolo di capo delegazione iraniano in vista dei negoziati a Islamabad (dove e' atteso il ministro degli Esteri, Abbas Araqchi). Ne' lo strappo di Intel (+24%) sul Nasdaq e del tech europeo, dalla software house Sap (+5%) alla Be Semiconductor (+5%), sono bastati per risalire la china, mentre l'indice Ifo tedesco ai minimi dal 2020, sotto le stime, mostra i primi effetti del caro-energia sull'economia.
I principali indici infatti, tranne Amsterdam, chiudono con passivi vicini all'1%. Non fa meglio Piazza Affari (-0,5%) che dopo una seduta volatile vede la sua perdita settimanale attestarsi intorno a -2,5%. Sul Ftse Mib si distinguono Prysmian (+4%), tra i petroliferi Saipem (+2,7%) grazie alla corsa del greggio e le assicurazioni Generali (+0,6%) all'indomani dell'assemblea e delle indiscrezioni su una possibile vendita della quota da parte di Mps (-1,2%). Dopo il rally della vigilia guadagna ancora posizioni St (+1,3%).
In fondo crolla Avio (-7,2%), debole l'auto con Stellantis (-4,9%) e i titoli della Difesa come Leonardo (-3%). -1,1% per Eni dopo i conti.
Sul valutario, l'euro recupera a 1,1708 dollari (da 1,1683 alla vigilia) e 186,75 (186,64). Il cambio tra il biglietto verde e la divisa nipponica si attesta a 159,51 (159,76).
Debole il Bitcoin poco sotto i 78mila dollari (-0,2%), mentre risale l'oro sui 4,723 dollari l'oncia. Sul fronte energetico, infine, sale il gas (+1%) a 44,9 euro al MWh, con il future giugno del Brent (+0,9%) a 106,1 dollari al barile e il Wti di pari scadenza piatto sui 95,6 dollari.
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(RADIOCOR) 24-04-26 17:38:43 (0555)NEWS,ENE,PA,IMM,ASS 3 NNNN







