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***Delfin: cda si spacca su riassetto, da fonti Lmdv delusione e perplessita'

No a ipotesi estrema che la holding rilevi 37,5% per 10 mld (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 26 giu - Il board di Delfin si spacca sulle ipotesi di riassetto. Nelle scorse ore, infatti, il cda non ha approvato la lettera di 'patronage' (cioe' di gradimento) richiesta a favore delle banche per dare il via libera al finanziamento che permetterebbe a Leonardo Maria Del Vecchio di acquisire le quote da (almeno) altri due eredi e salire cosi' in maggioranza relativa. Il tutto in vista dell'assemblea dei soci del prossimo 30 giugno, dove si annuncia battaglia. E nel frattempo in casa Lmdv vorrebbero capire i motivi che hanno portato il cda a opporsi al progetto, riportando la trattativa sul futuro della 'cassaforte' lussemburghese in alto mare. Fonti vicine al family office di Del Vecchio jr, infatti, non nascondono a Radiocor 'delusione e perplessita'' di fronte a un board spaccato e a una famiglia che appare ancora una volta 'non unita', con una gestione aziendale che 'in queste condizioni difficilmente puo' reggere'.

La lettera di "patronage", fatta recapitare da Del Vecchio al board, e' stata infatti anche un modo per andare alla conta.

Il testo della missiva definiva le condizioni alle quali Delfin eserciterebbe i propri diritti di prelazione in caso di inadempimento di Lmdv con le banche. Mettendo nero su bianco che, nel caso Leonardo Maria non riuscisse a rimborsare il prestito, la holding al prezzo di 10 miliardi - come recita la lettera - prenderebbe l'intera quota del 37,5% del capitale detenuto da Leonardo Maria. Non solo, quindi, le partecipazioni di Luca e Paola (del valore di 5 miliardi ciascuna) ma anche quella di Leonardo Maria stesso. Delfin, in questo schema, acquisterebbe tre quote al valore di 3,3 miliardi ciascuna. Un modo, questo, per evitare che in caso di problemi gli istituti di credito possano entrare dalla porta principale della holding.

Al momento del voto, pero', il cda di Delfin si e' spaccato: a favore il presidente Francesco Milleri e Mario Notari, contrari il ceo della holding Romolo Bardin e i due consiglieri Giovanni Giallombardo e Aloyse May. E ora tocca all'assemblea, ma la strada si conferma in salita.

Enr-.

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