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*** Mps: Lovaglio a FT, "nostro piano non e' difensivo, riflette visione e crescita"

Lo scrive l'ad nella sua risposta pubblicata sul quotidiano (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 26 ago - "La vostra rubrica Lex Column ('MPS in Italia ritiene che tre acquisizioni siano meglio di una', del 22 agosto) descrive erroneamente il nostro piano come un'integrazione 'a quattro'. Non e' cosi'". Lo precisa Luigi Lovaglio, amministratore delegato di Mps rispondendo sul Financial Times a un pezzo pubblicato dallo stesso quotidiano britannico nella rubrica Lex. "L'operazione con Mediobanca e' gia' in corso, con il relativo quadro di integrazione gia' integrato nel nostro piano industriale. Considerarla come una nuova operazione sopravvaluta in modo sostanziale sia cio' che resta da fare sia il rischio complessivo di esecuzione".

Inoltre, "ne' Banco Bpm ne' Banca Generali sono imprese equivalenti, e pertanto non dovrebbero essere considerate come un'unica sfida di integrazione. Banco Bpm rappresenta una fusione convenzionale tra due banche commerciali con franchise complementari e una chiara logica industriale.

Banca Generali e' un'acquisizione strategica nel settore della gestione patrimoniale, con un modello operativo e una base clienti distinti". Fondamentalmente, prosegue Lovaglio, "il nostro progetto industriale va ben oltre le manovre difensive che Lex, con una certa sorpresa, definisce 'bizzarre': esso riflette una forte visione di crescita volta a servire meglio le famiglie e le imprese, nonche' l'economia italiana nel suo complesso.

L'aggregazione darebbe vita a un gruppo finanziario italiano leader e realmente diversificato, con posizioni significative nei settori del commercial banking, del corporate e investment banking, del private banking e della gestione patrimoniale. Il mix di attivita' che ne risulterebbe sarebbe paragonabile ai principali modelli bancari europei". Cio' che "colpisce di piu' e' che Lex non applica alcuno di questi criteri di valutazione alla transazione proposta da Intesa Sanpaolo. L'offerta di Intesa comporta a sua volta rischi di integrazione, normativi, antitrust e di cessione, tra cui lo smantellamento della stessa Mps e una riduzione del livello di concorrenza nel sistema finanziario italiano, eppure questi aspetti non vengono esaminati". Infine, "entrambi i percorsi strategici - quello di Mps e quello di Intesa - presentano una certa complessita', e un confronto equo dovrebbe tenerne conto. La visione che abbiamo proposto e' chiara: un mercato bancario caratterizzato da una concorrenza autentica, costruito continuando a remunerare i nostri azionisti e a sostenere le comunita' che serviamo".

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