
***Bce: alcuni membri del Consiglio aperti a un rialzo dei tassi gia' a luglio
Mercati scontano ormai stretta nel meeting del 10 settembre (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 27 ago - Alcuni membri del Consiglio direttivo della Bce non si sarebbero opposti a un aumento dei tassi gia' nella riunione del 22 e 23 luglio, ritenendo che i dati pubblicati dopo l'appuntamento di giugno avessero rafforzato le ragioni a favore di un'ulteriore stretta monetaria. E' quanto emerge dalle minute della riunione pubblicate oggi dalla Banca centrale europea, che si riunira' nuovamente il 10 settembre, data in cui un ritocco al costo del denaro e' dato ormai per scontato dai mercati.
Secondo questi membri, era poco probabile che si materializzasse uno scenario nel quale un nuovo rialzo non sarebbe stato giustificato. Le analisi condotte a giugno indicavano infatti la necessita' di aumentare ancora i tassi in tutti gli scenari contemplati dalle proiezioni, compreso quello piu' favorevole. Il vantaggio di attendere era quindi considerato limitato. Una soluzione duratura del conflitto in Medio Oriente era inoltre diventata meno probabile a causa delle divergenze sul programma nucleare iraniano e sul controllo dello Stretto di Hormuz. Una domanda aggregata piu' resistente del previsto stava peraltro consentendo alle imprese, comprese le raffinerie, di trasferire una parte dei rincari sui clienti. I membri favorevoli a una linea piu' restrittiva hanno quindi attribuito maggiore importanza ai rischi al rialzo per l'inflazione e sottolineato come un intervento tardivo avrebbe potuto rallentare il ritorno della crescita dei prezzi al 2%, influenzare piu' a lungo le aspettative e rendere successivamente necessaria una stretta ancora maggiore, con conseguenze negative per famiglie e imprese. Sebbene non fossero ancora emersi effetti di secondo impatto, la politica monetaria avrebbe dovuto agire prima della loro comparsa per evitare di trovarsi in ritardo rispetto all'inflazione. Nonostante queste preoccupazioni, tutti i membri si sono dichiarati disponibili a sostenere la proposta del capo-economista Philip Lane di mantenere invariati i tassi, a condizione che la comunicazione ribadisse il fermo impegno del Consiglio direttivo a garantire la stabilizzazione dell'inflazione sull'obiettivo del 2% nel medio termine.
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