
*** Mps: depositato meno del 70% capitale, quorum impossibile per le due Ops
Unica residua possibilita' e' il varo fusione con Mediobanca (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Siena, 28 ott - Il Monte dei Paschi deve dare l'addio al progetto di mantenere l'indipendenza e l'integrita' con le due Ops su Banco Bpm e Banca Generali, in alternativa all'Opas lanciata da Intesa San Paolo. Alla vigilia dell'assemblea ordinaria e straordinaria, gli azionisti che hanno depositato le azioni direttamente o tramite il rappresentante designato non arrivano al 70% del capitale, secondo quanto risulta a Radiocor, e, alla luce del voto contrario sulle due Ops che esprimeranno i due grandi azionisti della banca, Delfin e Caltagirone, con oltre il 31% del capitale complessivo, non sara' possibile raggiungere il quorum dei due terzi per varare il progetto alternativo all'Opas di Intesa Sanpaolo.
Le indicazioni di voto contrario alle due Ops riguardano anche altri azionisti istituzionali e il 'no' al progetto Lovaglio potrebbe coagulare in assemblea fino al 40% del capitale presente. L'unica incertezza sull'esito dell'assemblea straordinaria convocata dal presidente Cesare Bisoni, riguarda il voto sulla fusione per incorporazione di Mediobanca in Mps e le delibere conseguenti. Fusione che Intesa Sanpaolo ha specificato di non volere che si realizzi ma che alla luce dei giudizi espressi dai fondi azionisti sull'operazione di acquisizione di piazzetta Cuccia potrebbe, eventualmente, coagulare una maggioranza ampia ma solo ad una condizione: il voto favorevole di Delfin che sul punto non si e' impegnata con Intesa Sanpaolo a votare contro con tutto il suo pacchetto pari al 17,6% del capitale di Rocca Salimbeni.
Discorso diverso per la posizione di Caltagirone che non si presentera' direttamente con il suo 13,5% del capitale ma tramite rappresentante designato. Caltagirone votera' contro anche la fusione di Mediobanca. L'imprenditore romano dopo la conquista di piazzetta Cuccia da parte di Mps si e' sempre opposto al progetto di fusione avanzato da Lovaglio e ha anzi caldeggiato la riduzione della quota di controllo (85%) per aumentare il flottante della banca presieduta da Vittorio Grilli e mantenerne la quotazione a piazza Affari.
Ggz.
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