Luoghi della cultura ebraica nei giorni della memoria
A Berlino il Museo Ebraico tra architettura contemporanee e modernismo
Sul piano architettonico, colpisce fortemente la facciata in zinco e titanio del Museo ebraico di Berlino progettato da Daniel Libeskind in modo tale che sia praticamente impossibile dall’esterno capire dove inizi ogni piano e cosa si possa vedere al suo interno. L’edificio precedente e quello contemporaneo sono unicamente collegati da una scala zigzagante. Le interpretazioni, tutte plausibili, più accreditate vanno da una stella di David spezzata a una saetta che squarcia il cielo in un giorno sereno. Le pareti angolari e i vuoti in nudo cemento interagiscono sino al livello degli assi portanti sotterranei. Questo progetto edilizio denominato dal suo autore Between the Lines collega sulla Lindenstrasse l’edificio barocco che in precedenza aveva ospitato il Museo di Berlino, e appunto il nuovo ampliamento disegnato da Libeskind, al quale egli stesso ha aggiunto successivamente l’Accademia. Tra le esposizioni ora in corso, vi è una mostra dedicata al periodo trascorso in Germania dallo scrittore ceco Franz Kafka e alle donne ebraiche che negli anni ’20 del secolo scorso diedero un forte impulso al design europeo. Sul cielo del quartiere ebraico, invece, svetta la cupola della Nuova Sinagoga di Berlino. Sempre qui, non lontano dall’Isola dei Musei, meritevole di nota è la Hackescher Markt, la piazza del mercato su cui affaccia la bellissima stazione della S-Bahn. E, sempre a proposito di architettura ebraica, va visitato la Hackesche Höf, un intreccio di cortili che fungevano da passaggio protetto da sguardi e cattivo tempo in cui eccelle quello in stile modernista.

