Dove gli umani possono fallire, entra in campo l’intelligenza artificiale
I possibili vantaggi spaziano dal rafforzamento del brand all’aumento della produttività aziendale e alla maggiore capacità di attirare nuovi clienti
di Gianni Rusconi
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Un imperativo aziendale, o quasi. La sostenibilità ambientale e la responsabilità sociale sono diventate voci strategiche per moltissime imprese, grandi o piccole, e non sempre l’approccio alla gestione di queste “componenti” risulta essere adeguato rispetto alle tante complessità - e alle altrettanto numerose opportunità - connesse all’innovazione in questo ambito. Una recente ricerca condotta tra febbraio e marzo di quest’anno da Savanta (per conto di Oracle) su oltre 11mila individui di 15 diversi Paesi ha analizzato per l’appunto gli atteggiamenti e i comportamenti dei consumatori e dei manager aziendali verso questa tematica e le aspettative sul ruolo giocato dagli algoritmi di AI e dai bot nelle iniziative legate a progetti in ambito ambientale, sociale e di governance.
Fra i tanti indicatori emersi dallo studio, è evidente come la capacità aziendale di agire concretamente per la sostenibilità e di saperlo comunicare chiaramente sia diventata un fattore di attrazione - o di “brand preference” - per la maggioranza dei clienti e dei dipendenti e come questa qualità abbia un forte impatto anche sul richiamo degli investimenti. Per contro, c’è ancora molta strada da fare e la tecnologia appare come la soluzione più efficace per ovviare alle problematiche maggiormente sentite.
Il 78% degli addetti, per esempio, denuncia un senso di frustrazione rispetto alla mancanza di progressi delle proprie organizzazioni al riguardo, l’84% ritiene che le aziende potrebbero fare maggiori progressi nel raggiungere gli obiettivi ESG con l’aiuto dell’intelligenza artificiale mentre il 61% è convinto che i bot riusciranno in questa impresa (a differenza degli esseri umani) abilitando l’integrazione di nuove logiche basate sui dati nei processi gestionali e sviluppando il potenziale di crescita della sostenibilità con progetti misurabili.
I leader aziendali, dal canto loro, sono sì consapevoli che le iniziative ESG rivestono sempre maggiore importanza ma ammettono nel contempo di incontrare grandi ostacoli a portare avanti queste iniziative. Il 92% dei manager oggetto di intervista, in particolare, giudica i programmi ESG elementi fondamentali per il successo delle proprie organizzazioni rispetto a vantaggi che spaziano dal rafforzamento del brand all’aumento della produttività aziendale fino alla maggiore capacità di attirare nuovi clienti.
Per contro, il 96% ritiene che i pregiudizi umani e le emozioni danneggino gli sforzi di sostenibilità aziendale e farebbero affidamento anche su agenti virtuali (oltre che sulle persone) per promuovere queste pratiche. “Sostenibilità ambientale, responsabilità sociale e gestione aziendale - come conferma al Sole24ore anche Giovanni Ravasio, VP & Cloud Applications Country Leader in Oracle Italia - oggi sono connesse strettamente alla profittabilità di un business nel breve e nel lungo termine. Non si tratta di scegliere tra redditività e sostenibilità, perché non è (più) un gioco a somma zero”.

