L’intelligenza artificiale facilita il cambiamento organizzativo
Gli algoritmi rendono più efficienti i processi decisionali e aumentano l’efficacia dell’organizzazione rafforzando team e cultura aziendale.
di Gianni Rusconi
4' min read
4' min read
Di intelligenza artificiale si parla tanto, in alcuni casi anche troppo e a sproposito. È però poco discutibile il fatto che nell’arco del prossimo decennio l’AI conoscerà un processo di democratizzazione tale da renderla pervasiva in ogni ambito (o quasi), esponendo le aziende che non staranno al passo con l'adozione di questa tecnologia al rischio di perdere competitività. A molti leader, inoltre, è sempre più evidente il valore generato dagli algoritmi per rendere più efficienti i processi decisionali e con esso la percezione che l’AI possa anche aumentare l’efficacia dell’organizzazione nel suo complesso e rafforzare team e cultura aziendale.
Un recente studio condotto a quattro mani da MIT Sloan Management Review e Boston Consulting Group (“The Cultural Benefits of Artificial Intelligence in the Enterprise”) ha messo sotto osservazione il rapporto tra l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e i modelli organizzativi, raccogliendo in proposito la testimonianza di circa 2.200 addetti e l’esperienza di una ventina di manager di grandi aziende appartenenti a vari settori (dai media ai trasporti, dalla finanza ai trasporti, dall’abbigliamento al food & beverage) che hanno introdotto a vario titolo soluzioni basate su questa tecnologia, ricavandone vantaggi.
Dal sondaggio è emerso in modo particolare un messaggio chiave: la cultura aziendale e l’intelligenza artificiale si influenzano reciprocamente, e lo provano i benefici direttamente legati all’implementazione di assistenti virtuali, chatbot, robo-software e via dicendo, sia a livello di team che di organizzazione. Gli esperti, in linea generale, hanno identificato una dinamica di interazione continua tra cultura, uso degli strumenti intelligenti ed efficacia organizzativa e l’hanno battezzata “CUE, Culture-Use-Effectiveness”, definendone anche il ciclo vitale: la cultura del team migliora l’adozione dell’AI, quest’ultima migliora l’efficacia del team, che a sua volta va a migliorare la cultura del team.
L’adozione degli algoritmi e dei software robotici non può quindi prescindere dalla cultura e i manager riconoscono la necessità di doverne coltivare l’accettazione da parte di addetti e collaboratori. C’è infatti un problema di diffidenza da superare, diffidenza che può essere causata da mancanza di comprensione (lo dice il 49% degli intervistati) e di formazione (46%), ma anche dalla scarsità di informazioni (34%) o dal loro eccesso (17%), dalla scarsa qualità dei dati (31%) o da aspettative non soddisfatte (20%).
Il secondo elemento della dinamica CUE è l'efficacia: circa il 58% degli intervistati che ha implementato e utilizzato l’AI in azienda ha convenuto che queste soluzioni hanno migliorato le prestazioni del team di lavoro, aiutandoli a prendere decisioni migliori. Nel dettaglio, il 79% dei dipendenti oggetto di indagine è dell’idea che l’AI migliori la vita lavorativa, l’87% vede nella sua applicazione il potenziamento dell’apprendimento collettivo, il 78% maggiore collaborazione, il 65% più chiarezza di ruoli e responsabilità.

