La tecnologia aiuta a gestire il nuovo mondo dei talenti esterni
Un’opportunità per i professionisti Hr e Procurement per massimizzare il potenziale dei consulenti e la gestione dei collaboratori esterni
di Paolo Brida *
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Negli ultimi mesi tutti noi abbiamo assistito a dibattiti o letto articoli che esaltavano di volta in volta le virtù ora della casa ora dell’ufficio come luogo di lavoro. Entrambi i modelli presentano innegabili vantaggi e la maggior parte delle persone sta preferendo la classica via di mezzo con ricadute importanti sulla composizione e gestione dell’organizzazione aziendale. Molte persone abbracciano la nuova flessibilità per candidarsi a nuovi ruoli e intraprendere nuovi percorsi professionali, mentre le aziende traggono vantaggio da pool decentralizzati di talenti.
Con oltre 1,4 milioni di iscritti agli ordini professionali, l’Italia è il Paese con il maggior numero di professionisti in Europa. La domanda che un business leader si dovrebbe porre oggi è quindi: come poter massimizzare il valore di questi esperti?
1) Cercare talenti anche fuori dal proprio perimetro. Integrare nella forza lavoro persone esterne non significa solo attingere a una rete più ampia di competenze ed esperienze, ma anche creare un ulteriore opportunità di arricchimento per la ripresa e la crescita della propria organizzazione. E il bacino da cui attingere nel nostro Paese è molto vasto. In Italia, dal 2008 al 2019 si è registrata una crescita dei lavoratori autonomi dell’89%. Per comprendere meglio il fenomeno basta ricordare che nello stesso arco di tempo l’occupazione complessiva del sistema Italia è cresciuta dell’1,2%.
Ma i manager conoscono gli impatti positivi che un collaboratore esterno può portare all'interno della sua azienda per il raggiungimento degli obiettivi di business? Per rispondere a questa domanda, recentemente abbiamo svolto uno studio con Oxford Economics. L’analisi ha rivelato che il 64% dei dirigenti ritiene che la forza lavoro esterna aiuti ad aumentare l’agilità organizzativa e il 62% afferma che questa componente della forza lavoro contribuisce a fornire nuove capacità per aiutare a gestire i picchi della domanda. Il dato più interessante è che più della metà degli intervistati (54%) attesta che questi lavoratori hanno evitato che l’azienda registrasse un calo di rendimento.
2) Fare la giusta prima impressione. La vera sfida, ma che è anche un’opportunità per i professionisti delle risorse umane, è coltivare e supervisionare questi talenti esterni come elemento chiave della gestione complessiva dei talenti. Il processo di onboarding e il modo con cui le aziende coinvolgono i loro dipendenti esterni nei processi e nelle dinamiche aziendali che dovranno rispettare è un aspetto fondamentale per integrarli con successo. Tutti i responsabili HR dovrebbero chiedersi: le nostre procedure sono intuitive? Abbiamo dato ai nuovi collaboratori i giusti strumenti per iniziare a lavorare? Siamo stati trasparenti nei loro confronti sulla nostra cultura, ruoli e responsabilità?
