The debate on fine dining

Ein Prosit, discovering the ingredients for the future of catering

Growing success for the Udine event: 13,000 visitors expected for an unprecedented formula with 150 events and over one hundred great chefs at work. Vizzari: it is important to overcome unnecessary barriers, the offer is being remodelled to meet new needs

by Emiliano Sgambato

Un momento di Ein Prosit 2024

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Translated by AI
Versione italiana

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The inaugural dinner brings together Massimo Bottura, Davide Oldani, Gennaro Esposito, Amaury Bouhours, Emmanuel Pilon and Jean Philippe Blondet in a tribute to Alain Ducasse. An "appetiser" of what will happen at Ein Prosit, the Udine event now in its 26th edition that with its innovative formula of "diffuse event" has become an international reference point.

This year Udine will host 105 great chefs from 20 countries who - together with sommeliers, producers of excellent food and wine, journalists, and various types of insiders - will animate 150 events, including dinners, guided tastings, workshops and meetings, and masterclasses. Attendance is expected to grow to 13,000 from last year's 10,000, for an estimated turnover of 4.5 million euro just in terms of direct effects on the territory.

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A successful alchemy in Udine

But numbers and big names are not enough to explain the alchemy that, according to many, makes this event unique, breaking out of the canons of self-referentiality and exclusivity that often characterise other moments dedicated to food and wine.

«La crescita di Ein Prosit nasce dalla voglia di coinvolgere tutte le persone che fanno parte di questo settore per creare un momento in cui loro lavorino al meglio, in quanto messi nella condizione di rimanere sereni e spensierati - dice Paolo Vizzari, curatore e anima della manifestazione friulana con Claudio Tognoni e Manuela Fissore -. Cerchiamo di costruire un ecosistema che trasformi Udine in un luna park a cielo aperto della ristorazione mondiale, per far si che gli chef si sentano immediatamente a casa».
Insomma, informalità e libertà di esprimersi, divertendosi innanzitutto, per rendere più fluide collaborazioni, contaminazioni e la nascita di sperimentazioni che come primo effetto fanno cadere i confini, molto meno rigidi di quel che si creda in genere, tra i diversi ambiti della ristorazione.

«La grande differenza che c’è tra Ein Prosit e altri eventi similari è, almeno nelle intenzioni, la voglia di non prendersi troppo sul serio. Noi crediamo - continnua Vizzari - che l’alta cucina spesso sia vista come lontana, nemica del popolo e delle persone, perché posta come irraggiungibile. Invece vogliamo ricordare che sì, alcuni di questi chef prestano servizio in locali che non sono nelle possibilità di chiunque, ma tutti loro hanno poi un tipo di personalità molto diversa da quello che ci immaginiamo. Noi li tiriamo fuori dalle loro cucine: un giorno sono in un ristorante di Udine, un po’ stanno sui food truck, poi fanno due giorni di pausa, e poi cucinano di nuovo e nel frattempo stanno tra di loro, si divertono, si rilassano. Non raccontiamo il mondo delle cucine nervose con i lanci di piatti, ma quel clima da artigiani davvero sensibili e profondi, che la cucina crea quando si trova davanti a grandi interpreti».

Is it really a fine dining crisis?

All this comes in years in which the debate on the decline of fine dining has not subsided. What is certain is that consumption outside the home has been curbed by a drop in purchasing power and a crisis affecting the lower income brackets, but not only. But is it really a crisis or a time of change?

«Senz’altro - commenta Vizzari - stiamo vivendo in un momento in cui le persone stanno attente a ciò che esce dalle proprie tasche e in cima alla lista delle cose superflue uno può trovare la ristorazione e, in particolare, quella d’autore, esperienziale, fa più fatica. Quello che però sta succedendo è una reazione da parte della ristorazione, a tutti i livelli: c’è per esempio la nascita di quelle che oggi possiamo chiamare neo-trattorie (pensiamo a Trippa a Milano o Santopalato a Roma) posti dove si rimane su scontrini più accessibili pur facendo un lavoro di attenzione importante sulla cucina, sacrificando aspetti ritenuti superflui. Oppure nel fine dining stesso si cambia leggermente modello, perché si capisce che avere uno o due menu degustazione lunghi uguali, imposti per tutto il tavolo, non è una cosa applicabile per esempio a pranzi in settimana, dove una persona ha un’ora e mezza a dir tanto di pausa. La ristorazione non è un modello fisso e inamovib

Entering more specifically into the so-called 'starred and surrounding areas', for Vizzari 'what we are experiencing is a period of negative downturn, which however follows an unprecedented boom in volumes and flows, which took place immediately after Covid. A drop that actually brings us back to the figures we saw in 2016/2017, when this sector was in a boom moment linked to media, television and Masterchef, but was still not reaping what was sown'.

Molti dei problemi legati alla ristorazione, come quello del personale che viene spesso discusso, si riscontrano proprio a causa dell’esplosione del settore: «Se guardiamo agli stellati negli anni ‘90 in Italia e a quanti sono adesso (più di 400), c’è stato un incremento a cui non è corrisposta, per esempio, una formazione del personale adeguata, oppure di clienti che hanno disponibilità e voglia di confrontarsi con quel tipo di locale in una sera normale, in settimana. Si lavora benissimo nel weekend, ma c’è il problema di come riuscire a riempire il martedì a pranzo, e quindi stanno cercando di riorganizzarsi riducendo le aperture, magari chiudendo di più, tagliando i costi variabili. Ma l’equilibrio economico è comunque difficile quando hai dei costi fissi alti», conclude Vizzari, sottoineando comunque che a Ein Prosit «portiamo una fotografia felice della ristorazione perché sono realtà che vanno bene e hanno tempo e modo di “giocare” con noi».

The programme and the chefs

The programme includes 70 events, including tastings, workshops and meetings in 31 locations. 53 starred dinners (public price €170) with an exclusive charity lunch. The city will also host two temporary shops of haute patisserie, six gourmet trucks and two 'starred' trucks with over 20 chefs involved in original events that will bring haute cuisine directly to the city streets. New this year is the tasting exhibition 'I am Friuli Venezia Giulia - Blancs' to be held in Via Mercatovecchio, where, inside a 900 square metre marquee, over 70 Friulian companies will present the best of the territory, focusing on white wines and local products.

Gli chef di questa edizione di Ein Prosit saranno: Aitor Arregui , Alain Ducasse, Alejandro Chamorro, Alexandre Gauthier, Amaury Bouhours, Américo Dos Santos, Ana Roš, Andrea Besana, Andrea Antonini, Andrea Tortora, Andrea Capasso, Antonia Klugmann, Antonio Ziantoni, Arcangelo Tinari, Corrado Assenza, Cristiano Tomei, Daniel Hadida, Daniele Lippi, Darren Teoh, Davide Oldani, Davide Di Fabio, Diego Rossi, Diego Guerrero, Diogo Formiga, Emmanuel Pilon, Enrico Marmo, Enrico Crippa, Eric Robertson, Errico Recanati, Esra Askar, Fabrizio Mellino, Floriano Pellegrino, Francesco Brutto, Franco Pepe, Gabriele Bonci, Gennaro Esposito, Gianfranco Pascucci, Gianluca Gorini, Gianluca Fusto, Francesco D’Errico, Giuseppe D’Errico, Guido Tassi, Himanshu Saini, Hiroshi Karashima, Jacopo Ticchi, Jaime Rodríguez, Roberto Davanzo, Francesco Capece, Roberta Esposito, Lello Ravagnan, Jean-Philippe Blondet, Jessica Rosval, João Rodrigues, Johannes Richter, Johnson Ebenezer, Juan Luis Martinez, Karime Lopez, Marco Ave

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