Gas al bivio, i rischi legati al crollo dei prezzi in Europa
Il crollo dei prezzi in Europa rende il gas di nuovo competitivo con il carbone nelle centrali elettriche. Il Gnl meno caro anche in Asia potrebbe riaccendere la competizione sui carichi
di Sissi Bellomo
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I prezzi del gas sembrano arrivati a un bivio, segnato dalla soglia dei 30 euro per Megawattora: un livello tecnico e simbolico importante, che per alcuni osservatori annuncia il ritorno alla normalità. Prima del 2021 – vero inizio della crisi energetica, con forniture russe già in calo e un forte allarme sugli stoccaggi europei – non c’erano mai state punte superiori a 30 euro al Ttf.
Poi per quasi due anni non si è più scesi al di sotto. Fino a quando, venerdì 18, è caduta anche questa barriera, al culmine di una serie record di ribassi: sette settimane consecutive, un filotto che non si era visto nemmeno nel periodo del Covid.
Ora il mercato sembra in fase di stabilizzazione, con oscillazioni anche ampie, che però hanno sempre riportato le quotazioni intorno alla fatidica soglia dei 30 €/MWh. Come sempre il bicchiere può essere considerato mezzo pieno o mezzo vuoto: il gas oggi è oltre dieci volte più economico rispetto ai prezzi folli raggiunti nell’estate 2022 al picco della crisi, ma è tuttora due o tre volte più caro rispetto ai valori che erano la norma fino a pochi anni fa in questa stagione “di mezzo”, con termosifoni e aria condizionata entrambi spenti.
Prevedere che cosa accadrà d’ora in avanti non è facile. A incoraggiare la tendenza al ribasso c’è una disponibilità di gas ancora ampia rispetto alla domanda europea, che rimane debole. I prezzi tuttavia sono ormai scesi abbastanza da innescare potenzialmente qualche reazione.
Con il gas intorno a 25 euro/MWh secondo Goldman Sachs i consumi potrebbero risalire di 9-12 milioni di metri cubi al giorno, perché il combustibile tornerebbe ad insidiare il carbone nelle centrali elettriche. «Questo processo di sostituzione – osserva la banca – può funzionare come un “floor” temporaneo per i prezzi, finché la domanda industriale e le importazioni asiatiche di Gnl non cominceranno a migliorare in modo più visibile, cosa che alla fine a nostro avviso farà salire i prezzi del gas sul finire dell’estate».


