Energia

Gas, il prezzo scende ai livelli di prima della guerra in Ucraina

Cancellati i rialzi degli ultimi tre mesi, anche se le forniture russe continuano a ridursi: il combustibile costa ancora il quadruplo rispetto a un anno fa, ma ora scambia di nuovo sotto 85 euro per Megawattora al Ttf

di Sissi Bellomo

Draghi: "Indipendenti da gas russo entro il 2024"

3' min read

3' min read

Il gas ha cancellato il rialzo di prezzo accumulato in tre mesi di guerra in Ucraina, tornando a scambiare sotto 85 euro per Megawattora al Ttf olandese, principale hub europeo. Il combustibile costa ancora caro, il quadruplo rispetto a un anno fa, ma il 23 febbraio, alla vigilia dell’invasione, aveva chiuso a 87,5 €/MWh e durante la seduta del 7 marzo si era addirittura impennato fino al picco record di 345 euro.

Il mercato sta tirando il fiato, in parte per motivi climatici, ma soprattutto – molto probabilmente – perché il problema del gas in rubli ha smesso di fare paura.

Loading...

La linea di Bruxelles

Le indicazioni della Commissione Ue su come gestire le richieste di Mosca, per quanto ambigue, hanno rassicurato i grandi clienti di Gazprom, a cominciare da Eni e dalle tedesche Uniper ed Rwe. Il gas russo – ancora non del tutto sostituibile, nonostante il boom di importazioni di Gnl –continuerà dunque ad arrivare, almeno per questo mese. E l’Europa potrà proseguire le iniezioni negli stoccaggi, ancora più importanti quest’anno per prepararci a un inverno che rischia di essere difficile.

Abbiamo già riempito i depositi al 42,6% (in Italia al 46,4%, secondo il Gie), un livello che si sta finalmente riavvicinando alle medie stagionali, ma Bruxelles ha stabilito che nella Ue si debba arrivare all’80% entro fine ottobre, prescrizione che è già stata approvata (benché ancora in via informale) dall’Europarlamento e dal Consiglio europeo.

Le previsioni

Icis stima che per centrare l’obiettivo bisogna mettere da parte 42,4 miliardi di metri cubi di gas tra il 19 maggio e il 1° novembre. E potrebbe non essere una passeggiata, anche se il mercato ha ritrovato la calma al punto da sembrare imperturbabile: il prezzo del gas per giugno al Ttf ha iniziato la settimana in ribasso del 5% (a 83,5 €/MWh a fine seduta lunedì 23), nonostante Gazprom nel weekend abbia chiuso le forniture a un terzo Paese che – come Polonia e Bulgaria – ha rifiutato di aprire il doppio conto in euro e rubli.

È vero che lo stop, che ha colpito la Finlandia, era atteso. Ed è anche vero che non dovrebbero esserci impatti per Helsinki, nel cui mix energetico il gas pesa appena il 5%: quel poco che serve(1,5 miliardi di metri cubi l’anno scorso, consumati quasi tutti nell’industria) arriverà con il gasdotto Balticonnector, che dal 2020 collega il Paese all’Estonia, consentendo un accesso indiretto anche al Gnl che sbarca al terminal lituano di Klaipeda e al gas stoccato nei depositi lettoni di Incukalns.

I possibili scenari

Ma non c’è solo il caso Finlandia tra i possibili elementi di incertezza sul mercato. La Polonia ha appena troncato anche l’ultimo legame con Gazprom, rescindendo il contratto per il gasdotto Yamal-Europe, che ormai da tempo viene usato “contromano”, per portare gas a Varsavia dalla Germania. Il gesto per ora non influisce sui flussi di combustibile, maun impatto in futuro non è da escludere: «Dobbiamo analizzare attentamente le possibili conseguenze per il transito di gas», ha commentato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, senza elaborare.

Le forniture dalla Russia hanno già subito un’ulteriore forte riduzione dopo la decisione di Kiev di bloccare dall’11 maggio uno dei due punti di accesso al Paese, quello di Sokhranivka: i flussi via Ucraina – quasi sempre intorno a 100 milioni di metri cubi al giorno dall’inizio della guerra – sono scesi fino a 40-45 milioni di mca.

Kiev lunedì 23 ha inoltre comunicato che un bombardamento russo ha colpito un gasdotto fermando del tutto le forniture alle regioni orientali di Donetsk and Luhansk.

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti