Caro energia

I rincari record dell’elettricità ora alimentano la corsa del gas

Prezzi all’ingrosso mai così alti in Europa. E l’Italia è maglia nera, unico Paese con valori medi oltre 500 euro/MWh in agosto. Sganciare il mercato da quello del gas rischia di non essere risolutivo: ci sono altri potenti fattori rialzisti, a cominciare dalla crisi del nucleare francese

di Sissi Bellomo

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Elettricità mai così cara in Europa. E in agosto l’Italia è stata maglia nera, con un prezzo medio mensile di 547 euro per Megawattora sul mercato spot all’ingrosso. Tra i maggiori Paesi Ue siamo l’unico ad aver sfondato, per la prima volta nella storia, la soglia dei 500 euro. È quanto emerge da un’analisi di Rystad Energy.

Lo shock energetico non risparmia nessuna delle grandi economie europee. Nello stesso mese hanno registrato prezzi medi da primato per l’elettricità – sia pure inferiori ai nostri – anche la Francia (492 €/MWh), la Germania (465 €) e il Regno Unito (438 €). Ed è in questi ultimi due Paesi che c’è stata l’impennata più violenta: +48% sul mercato tedesco e +58% su quello britannico, a fronte di un rialzo del 20% circa in Italia e in Francia, dove però i prezzi erano saliti più che altrove nei mesi precedenti, a partire dallo scoppio della guerra in Ucraina.

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Il rally dell’elettricità purtroppo sembra guadagnare fiato. Nell’ultima settimana di agosto si sono viste punte superiori 1.000 €/MWh, non solo per le forniture a breve ma anche per l’intero 2023:  livelli oltre dieci volte superiori a quelli di un anno fa, cui hanno fatto seguito crolli repentini, con una volatilità che Rystad definisce «incredibile», sempre più accentuata dalla scarsa liquidità di mercati in cui gli operatori fuggono (o falliscono) a causa di richieste di collaterale esorbitanti.

Il principale responsabile della recente fiammata, secondo la società di ricerca norvegese, è «l’ulteriore salita dei prezzi del gas»: il combustibile ha raggiunto punte record oltre 340 euro per Megwattora venerdì 26 agosto al Ttf, prima di invertire la rotta fino a riportarsi sotto 240 euro nella seduta di mercoledì 31, segnata da un ribasso del 10% nonostante lo stop del gasdotto russo Nord Stream (ufficialmente per una manutenzione di tre giorni).

Sganciare il mercato dell’elettricità da quello del gas – il cosiddetto decoupling allo studio della Commissione europea – rischia tuttavia di non essere risolutivo per fermare i rincari. In gioco ci sono infatti anche altre potenti forze rialziste, prima fra tutte la grave crisi del nucleare in Francia: Paese che fino all’anno scorso aveva sempre esportato energia elettrica (soprattutto verso la vicina Italia), arrivando a soddisfare fino al 15% del fabbisogno europeo, e che invece ora è costretto a importare.

«A tagliare l’energia all’Europa – si legge in un report di Nomura – non c’è solo la Russia, ma anche la Francia». Ovviamente Parigi non ci sta boicottando in modo deliberato, ma i problemi nelle sue centrali nucleari «sembra stiano diventando una sfida ancora più grande dei flussi di gas dalla Russia», osserva Norbert Rücker di Julius Baer.

La capacità di generazione dei reattori transalpini oggi è ridotta addirittura del 57% per la necessità di riparazioni a una flotta in gran parte antiquata e a causa dell’estate torrida, che ha costretto a rallentare l’attività di molti impianti.

EDF prevede di riportare la produzione di elettricità nucleare a 50 GW al giorno entro dicembre, dagli attuali 27 GW, il minimo da trent’anni, ma la società francese ha già dovuto rivedere più volte i suoi piani e gli analisti sono scettici: le riparazioni sono complesse e sei esperti interpellati da Reuters ritengono che almeno fino a gennaio EDF non riuscirà a salire oltre 35-40 GW al giorno.

Parigi dovrà quindi continuare a importare elettricità, anche nel pieno dell’inverno: un inverno che come ben sappiano non si prospetta facile.

L’Europa ha già centrato l’obiettivo di riempire gli stoccaggi di gas almeno all’80%, ma si profilano comunque carenze. E nel sistema elettrico i consumi di gas invece di diminuire stanno aumentando: a luglio c’è stato addirittura un balzo del 25%.

Oltre al nucleare francese ci è venuta a mancare l’energia idroelettrica, a causa della siccità record che ha colpito ovunque nel continente (e che ora spinge la Norvegia a limitare l’export di elettricità). La secca dei fiumi ha inoltre ostacolato il trasporto di carbone nel Nord Europa.

«Normalmente prezzi del gas molto alti incentiverebbero una riduzione della domanda anche nel settore elettrico – osserva Timera Energy – Ora però l’Europa non solo è corto di molecole ma anche di elettroni. Per tenere accese le luci non ha alternative se non bruciare più gas». La domanda potrà quindi ridursi solo nel settore industriale (come già sta accadendo a causa dei prezzi record) ed eventualmente con misure di risparmio nel residenziale.

Secondo Timera il gas ha trainato i rincari dell'energia solo nella prima metà dell’anno. Ma durante l’estate c’è stata un’inversione dei ruoli: il prezzo dell’elettricità si è messo a correre più di quello del gas e ora contribuisce ad accentuare il rally del combustibile.

A dimostrarlo, afferma la società di consulenza, è il Clean Spark Spread (CSS), misura che esprime la differenza tra il prezzo dell’energia elettrica e il costo variabile di generazione nelle centrali termoelettriche a ciclo combinaton (CCGT), Semplificando, è il margine di profitto delle centrali a gas, che di solito è molto basso se non addirittura negativo. In quest’estate torrida, con problemi per tutte le fonti di energia, il CCS si è però messo a correre, addirittura superando 80 €/MWh sul mercato tedesco per l’inverno 2023.

Sono profitti mai visti, che – osserva Timera – non solo incoraggiano a bruciare più gas ma spingono anche gli operatori, con un comportamento «del tutto razionale», a mettere al riparo gli introiti con strategie di hedging che prevedono di comprare gas e diritti sulla CO2, vendendo al tempo stesso elettricità a futuri. «I movimenti al rialzo, sia del gas che del power, sono poi esacerbati attualmente dalla liquidità molto scarsa sui mercati», conclude la società.

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