Il caro energia ferma l’industria europea: consumi di gas ridotti di un quinto
Risparmi dolorosi, forzati dall’impennata dei costi che spinge a chiudere o a rallentare le fabbriche, soprattutto nei settori energivori. Nella Ue dimezzata in un anno la capacità di produrre alluminio, per i fertiizzanti il crollo è del 70%
di Sissi Bellomo
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Risparmiare gas? Mentre l’Europa discute misure di austerità, i prezzi record hanno già cominciato a ridurre a domanda del combustibile nel continente. E il sacrificio è caduto soprattutto sulle spalle del settore industriale, in cui c’è stato un taglio di almeno un quinto dei consumi. Secondo Icis nelle maggiori economie del continente la riduzione è stata del 21,7% nei primi 8 mesi dell’anno rispetto alla media 2018-2021, ma circolano stime ancora più drastiche, come quella di Pierre Andurand, celebre gestore di hedge funds, per cui il calo dei consumi industriali sarebbe già superiore al 30%.
È un autorazionamento che purtroppo dipende solo in minima parte da sviluppi virtuosi, come una maggiore efficienza energetica o una conversione accelerata all’energia pulita: al contrario si inquina sempre di più, perché il modo più rapido per sopperire alla mancanza di gas è bruciare carbone o prodotti petroliferi.
La triste realtà è che l’industria europea usa meno gas soprattutto perché le fabbriche chiudono, schiacciate dal peso insostenibile delle bollette e più in generale dei costi produttivi. In un anno – mentre il prezzo del gas più che decuplicava – l’Europa ha dimezzato la capacità di produrre alluminio a causa del fermo delle fonderie, per i fertilizzanti la perdita è addirittura di quasi due terzi: una selezione naturale spietata, imposta dalle leggi di mercato, che sembra destinata a proseguire nei prossimi mesi se non ci saranno interventi incisivi a protezione delle imprese.
Gli indicatori macroeconomici in generale sono ancora buoni, ma nell’Eurozona a luglio la produzione industriale ha subito una contrazione del 2,3%, la più pesante da aprile 2020, quando eravamo in piena pandemia da Covid, ha comunicato mercoledì 14 Eurostat.
Una parte dei risparmi di gas, non solo nelle centrali elettriche, viene anche dalla sostituzione con altri combustibili. In vista dell’inverno molte imprese per sopravvivere stanno rispolverando vecchi generatori a diesel, soluzione sporca e inefficiente con cui si stanno attrezzando anche voraci energivori, come i data center, che pur non essendo “fabbriche” in senso stretto sono oggi responsabili del 4% dei consumi di elettricità in Europa (stime Ue): due colossi del settore, Equinix e Digital Realty – che contano circa 200 centri di elaborazione dati nel continente – hanno dichiarato di aver già cominciato ad accumulare scorte di gasolio (che comunque è anch’esso sempre più caro e sempre più scarso).



