La filiera dei fornitori come mappa del tesoro per la sostenibilità d’impresa
Le valutazioni Esg si stanno rivelando utili per definire strategie, dare priorità a piani d’azione e confrontare le prestazioni con i concorrenti
di Giampiero Volpi *
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“Transizione economicamente sostenibile da un modello di sviluppo basato su espansione continua e risorse infinite, a un modello che prevede un uso razionale delle risorse in modo da non comprometterne il valore nel tempo”. È il principio della sostenibilità. Gli effetti di cambiamenti climatici, i problemi nel ciclo dei rifiuti, l’inquinamento di acqua e aria che mette a rischio la sicurezza alimentare e sanitaria, la progressiva carenza di risorse, sono fattori che hanno fortemente contribuito ad aumentare la consapevolezza dei cittadini nei confronti di un impegno improrogabile verso comportamenti più responsabili che la società intera deve assumersi. La gravità dei problemi e il peso della consapevolezza collettiva hanno messo in moto le istituzioni che sono intervenute e continuano a intervenire con la definizione di obiettivi, linee guida e normative, vedi i Sustainable Development Goals (SDG) dell’Onu e il Green Deal dell’Ue.
Di seguito focalizziamo il mondo delle imprese e cerchiamo di passare in rassegna gli elementi, oltre quelli già menzionati relativi alla consapevolezza collettiva e agli interventi normativi, che compongono il quadro della loro transizione sostenibile.
Le imprese, motore dello sviluppo economico, necessitano di metriche di valutazione in grado di documentare i loro progressi. Il rating Esg (Environment, social, governance) è un sistema che misura, con una visione olistica, l’impegno nel rispetto dell’ambiente e delle persone. Fa riferimento a temi quali emissioni di CO2, smaltimento dei rifiuti, biodiversità (Environment); diritti umani, condizioni di lavoro, uguaglianza e inclusione, iniziative sociali (Social); trasparenza, contrasto alla corruzione, politiche organizzative aziendali mirate al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità (Governance).
Manca ancora una tassonomia ufficiale che fornisca una comprensione condivisa di ciò che significa sostenibile; non esiste ancora una metrica standard per valutare un’impresa in base ai criteri ESG; c’è comunque un notevole impegno da parte di diversi provider specializzati a sviluppare e rilasciare rating Esg costruiti con metodi di valutazione proprietari. Cambia la strategia degli investitori, che sta includendo la sostenibilità nel processo di investimento a medio e lungo termine.
Grazie a direttive quali la Eu Sustainability Reporting, che impone alle imprese di pubblicare, con lo stesso rigore del bilancio civilistico, informazioni sull’impatto reciproco tra le iniziative di sostenibilità e modello di business, l’attenzione degli investitori non si limita più al solo aspetto finanziario, ma guarda ai rating Esg rilasciati da provider diversi come indicatori utili per valutare le capacità dell’impresa di essere protagonista sul mercato, di generare valore finanziario e reddito, di migliorare la propria reputazione creando per gli azionisti anche un valore patrimoniale intangibile (World Federation of Exchanges; Wfe).

