La maturità digitale della funzione Acquisti nelle piccole e medie imprese
Per superare i limiti dimensionali e di budget i fornitori devono rendere disponibile una nuova generazione di piattaforme
di Giampiero Volpi *
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La funzione Acquisti aziendale è stata storicamente considerata meno strategica rispetto ad altre funzioni quali vendite e marketing, e trattata come un centro di costo con un ruolo di natura amministrativa prevalentemente concentrato sulla finalizzazione contrattuale di scelte e negoziazioni già attivate da altri reparti aziendali e sulla gestione degli ordini e dei processi di fatturazione. Il ruolo si sta però rivalutando, sotto la spinta di diversi fattori quali i modelli di business sempre più orientati al “buy” piuttosto che al “make”, che hanno progressivamente dilatato gli acquisti aumentandone i volumi e ampliandone lo spettro merceologico.
Negoziazioni che producono anche piccoli valori percentuali di saving sull’acquistato possono contribuire a un significativo miglioramento del profitto. La conoscenza di un mercato di fornitura estremamente dinamico consente di individuare sia soluzioni determinanti per l’innovazione dei prodotti finali e la sostenibilità aziendale, sia possibili fattori di rischio connessi ai soggetti coinvolti nelle procedure di approvvigionamento, al fine di proteggere la resilienza aziendale.
La maturità digitale, fattore fondamentale per sostenere il processo di cambiamento della funzione Acquisti, appare estremamente differenziata. Delle oltre 6 milioni di imprese attive, solo poche migliaia sono grandi e medio-grandi con la capacità di investire in innovazione. Queste hanno già adottato in larga misura delle piattaforme software specificatamente dedicate alla gestione integrata di tutto il ciclo di approvvigionamento, dall’accreditamento dei fornitori attraverso efficaci sistemi di valutazione su conformità agli obblighi normativi, su affidabilità e su reputazione, alla negoziazione dei beni e dei servizi da acquistare mediante procedure ottimizzabili su ciascun caso di acquisto, alla gestione efficiente dei contratti e del ciclo passivo.
Le Pmi, di cui moltissime con meno di 10 dipendenti, costituiscono ben oltre il 90% del tessuto produttivo. Hanno dimensione economica e limiti di budget, risorse e competenze, che rendono più difficile il processo di innovazione. I loro professionisti degli Acquisti spesso devono dividersi su più attività con l’impossibilità di maturare competenze sufficienti per migrare a piattaforme digitali complesse.
Da una recente indagine condotta dal Politecnico di Milano su campioni di Pmi, si possono evincere alcuni indicatori sullo stato di maturità digitale dei sistemi aziendali per gli Acquisti. Nelle imprese di fascia dimensionale più alta si può trovare con maggior probabilità una funzione Acquisti più strutturata e coinvolta in progetti di adozione di piattaforme digitali, specialmente nei settori manifatturieri, professionali, scientifici e tecnici.

