Migliorare la comunicazione non verbale: 5 raccomandazioni semplici
L’espressività fisica riveste un ruolo fondamentale nel catturare l’attenzione e l’interesse di chi ci ascolta
di Lorenzo Cavalieri *
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L’inesorabile affermarsi dei canali digitali di comunicazione e dello smartworking stanno inevitabilmente indebolendo la nostra espressività fisica quando interagiamo con gli altri. Siamo sempre più “animali da schermo e da divano” e questo influenza senza dubbio il nostro modo di discutere e di confrontarci. Comunicare infatti non significa solo scegliere le parole giuste, ma anche esprimersi in un atto di “forza fisica”. Il nostro corpo e la nostra voce giocano un ruolo fondamentale nel “caricare” i nostri messaggi. Questa componente ancestrale e “pre-verbale” della comunicazione, proprio come un muscolo, si sviluppa con l’abitudine e l’allenamento e per converso si atrofizza se non esercitata.
Passare le giornate davanti ai nostri molteplici schermi, scrivendo in chat e mandando messaggi vocali, non è come parlare in una riunione dal vivo, salutarsi lungo i corridoi, litigare alla macchinetta del caffè o alzare la voce per farsi sentire dal collega seduto un po’ più in là. È difficile certificare con dei numeri questa perdita di energia comunicativa, ma è un fenomeno comunque facilmente osservabile: il tempo che trascorriamo a dialogare con uno schermo lo sottraiamo ai momenti di confronto vis a vis con altri esseri umani.
Fortunatamente la parte più “fisica”, più emotiva, più appassionata della nostra comunicazione continua ad essere fondamentale, sia perché la nostra vita lavorativa ha ancora una importante dimensione “offline”, sia perché la nostra espressività si fa sentire anche quando siamo al telefono o dentro uno schermo. Anzi proprio in questi contesti ci serve un surplus di energia per dare forza ai nostri messaggi.
Quando si parla di espressività fisica, di “teatralità” si tende a dire che si tratta di una inclinazione, di un talento naturale. Se ce l’hai più facilmente prenderai la parola davanti ai tuoi compagni di scuola, nello spogliatoio di una squadra sportiva, in riunione con i colleghi, per un brindisi con gli amici durante una festa. Se ce l’hai sarai più bravo come animatore in un villaggio vacanze, come raccoglitore di fondi per una onlus, come organizzatore di eventi, eccetera.
Tuttavia, come sa perfettamente chi si è cimentato in un corso di teatro, l’espressività è un dono che appartiene a tutti noi in quanto esseri umani. Si tratta semplicemente di essere disposti a “estrarre” questo talento che in molti di noi è solo nascosto. Insomma è facile diventare comunicatori carismatici. Basta volerlo. E per volerlo bisogna riflettere sul fatto che nella vita tutti noi siamo chiamati a “fare colpo”, a impressionare, a convincere il collega, il cliente, il capo, il datore di lavoro.

