Mondi virtuali, cryptovalute e intelligenza artificiale: il metaverso e il gioco
Nel mondo delle Intelligenze Artificiali, Blockchain e Realtà Virtuale o Aumentata, le macchine gestiscono le sfide e l’accessibilità alle risorse
di Luca Lisci *
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“Il World Wide Web si riorganizza attraverso la Blockchain, trasformando la società globale. La moneta è solo digitale e il voto necessario alla amministrazione politica delle comunità viene assegnato tramite dei gettoni virtuali. L’organizzazione del lavoro è automatica: i talenti vengono aggregati e disaggregati liquidamente attorno a obiettivi di business generati da Intelligenze Artificiali specializzate in strategie decisionali. Le persone gestiscono le loro relazioni attraverso dispositivi che sono necessari per accedere alle risorse personali e collettive, creando di fatto una persistente simulazione parallela e sovrapposta alla realtà fisica. Una realtà virtuale che viene chiamata Metaverso“.
In molti hanno notato come questa definizione degli scenari tecnologici del prossimo decennio assomigli moltissimo all’ambientazione del libro di Neal Stephenson, Snowcrash, pubblicato nel 1992. Trent’anni fa quello che era raccontato come un futuro plausibile ora è diventato un futuro altamente probabile. Mentre la discussione su questo prossimo presente infuria nel web, vorrei soffermarmi sugli aspetti intimi di questo scenario. Cosa motiverà le nostre azioni? Su quali basi percepiremo il senso della vita? Cosa ci renderà felici? Insomma: come si realizzerà la cultura del benessere delle persone nei nuovi tipi di complessità culturale, sociale, economica che lo scenario comporterà?
Partirei da una riflessione su siamo arrivati sin qui, a questa nostra esistenza quotidiana intermediata dalle tecnologie digitali. Diamo per certo che è sempre l’approccio culturale che genera l’impulso per la creazione di nuove soluzioni tecniche. E l’approccio culturale alla felicità è stato un crescendo di stimoli fondamentali per l’evoluzione delle tecnologie, e nessun altro bisogno umano risponde al senso di felicità come il Gioco.
Lo dice Alessandro Baricco (the Game, 2018): la cultura è una continua mutazione dell’approccio alla vita, che sintonizza l’economia alla socialità, il collettivo al personale. Per abilitare il meccanismo di sintonizzazione usiamo la tecnologia. Una volta che la tecnologia ha modificato la cultura, nasce l’esigenza di trovare una nuova tecnologia più adatta. E così via: è una ruota che alterna successi e fallimenti all’insegna dell’emersione degli allineamenti più efficienti fra tecnologie e stadi culturali emergenti. È già gioco in sé: la sfida a riallineare la nostra natura, e il campo da gioco è la tecnologia.
La rivoluzione tecnologica del vapore è stata guidata da un approccio alla cultura della mobilità in cui la priorità era l’espansione della logistica del mercato, finché le fabbriche non hanno reso la produzione così economica che la costruzione della domanda è diventato un elemento di business più critico dell’offerta. La rivoluzione tecnologica dell’elettricità è stata guidata da un approccio basato sulla cultura della comunicazione, che ha ridotto l’impatto della distanza a un telegramma o a un ponte radio, e poi alla televisione, e al fax. Fino a quando la velocità di gestione della comunicazione ha reso possibile immaginare la semplificazione della gestione dei processi attraverso la fruizione dei dati, delle informazioni che rappresentano i processi.


