Petrolio, grano, metalli: Mosca ora fatica a esportare materie prime. E i prezzi volano
Le forniture di greggio dalla Russia, non colpite da sanzioni, crollano addirittura del 70% e arrivano sempre meno metalli e cereali. Il gas per ora continua a scorrere, ma il prezzo si impenna comunque al record storico
di Sissi Bellomo
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I punti chiave
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Le forniture di materie prime dalla Russia sono già in buona parte perdute, nel caso del petrolio con un crollo stimato delle esportazioni addirittura del 70% che ha preso in contropiede il mercato, visto che i prodotti energetici per ora non sono colpiti direttamente da sanzioni, e che ha fatto volare le quotazioni del barile oltre 110 dollari, mentre in Europa – ad aggravare la crisi energetica – i prezzi del gas e del carbone salivano al record storico.
Petrolio fermato dalla logistica
Nel breve termine è difficile intravvedere un sollievo, salvo forse dal ritorno del petrolio iraniano, ammesso che la revoca delle sanzioni contro Teheran sia davvero vicina. La vendita di riserve strategiche annunciata martedì 1 dall'Aie è poca cosa rispetto all'attuale mancanza di barili russi e l'Opec+, riunitasi nel pomeriggio di mercoledì 2 per soli dieci minuti, ha ratificato come da attese il “solito” aumento di produzione: la coalizione – di cui Mosca è una colonna portante, accanto ai sauditi – ha incrementato le quote di 400mila barili al giorno anche per il mese di aprile, senza alcuno sforzo supplementare rispetto ai mesi passati, quando in pochi si aspettavano una vera e propria guerra in Ucraina.
A far precipitare la situazione sul fronte degli approvvigionamenti – più ancora delle bombe e delle sanzioni – è stata la logistica, che non si è mai ripresa del tutto dall'effetto Covid e si rivela di nuovo come l'anello più debole: un numero crescente di compagnie di navigazione – sulla scia di colossi come Maersk ed Msc – sta cancellando la Russia dalle proprie rotte, salvo che per trasporti umanitari come quelli di medicinali, mentre Gran Bretagna e Canada hanno chiuso i porti alle navi russe, misura che anche altri Governi stanno valutando. Le ricadute sono pesanti e riguardano merci e materie prime di ogni genere.
E poi c'è l'aspetto finanziario: banche e compagnie assicurative di tutto il mondo, persino in Cina, si tengono lontane dalle transazioni commerciali con Mosca, che ora è diventata davvero un «paria economico e finanziario globale», come minacciava la Casa Bianca.
Effetto domino sulle spedizioni
Non si salva nulla. Le spedizioni dal Mar Nero, teatro di guerra, sono ferme da giorni con un forte impatto soprattutto sui cereali. Adesso si riducono anche i carichi in partenza da luoghi lontani dalle operazioni militari. E frena ogni genere di esportazione.


