Reddito di cittadinanza: perché l’importo è meno generoso se la famiglia ha figli minorenni
di Francesca Barbieri
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Le domande per il reddito di cittadinanza «fino al 31 maggio sono state 1 milione e 270 mila, sono in linea con quelle previste e c'è un tasso di rifiuto del 25%, cioè quelle respinte. Se si conferma questo andamento avremo 1 miliardo l’anno che poi potrà essere utilizzato dal Governo». Lo ha detto oggi 2 giugno Pasquale Tridico, presidente Inps, intervenendo al Festival dell'economia di Trento. Il nuovo strumento di contrasto alla povertà - introdotto dal decreto legge 4 del 2019 - è stato al centro di un approfondimento ad hoc all’interno del Rapporto annuale di Banca d’Italia, presentato a Roma il 31 maggio. In particolare il reddito di cittadinanza è stato messo a confronto con il reddito di inclusione (Rei), che ha sostituito a partire da aprile 2019.
PER SAPERNE DI PIÙ / DOSSIER REDDITO DI CITTADINANZA
Cinque gli elementi che emergono dal confronto:
1) il reddito di cittadinanza raggiunge potenzialmente una platea più ampia di percettori
L’analisi, precisa Banca d'Italia, si riferisce all’ipotesi di adesione piena alla misura da parte della platea dei potenziali aventi diritto e non a quella, normalmente più circoscritta, dei beneficiari effettivi.
I nuclei familiari potenzialmente beneficiari sarebbero circa 2 milioni (5,3 milioni di individui), con una spesa complessiva di 10,3 miliardi (per il ReI la stima è di 1,1 milioni di nuclei e 3,1 milioni di individui, per una spesa di 3,3 miliardi). Se però il trend delle domande seguirà l’andamento attuale, come ha precisato il presidente dell’Inps Pasquale Tridico, i numeri dovrebbero essere più bassi, con un miliardo di risparmi l’anno.
