Supply Chain Finance: perché in Italia è una strategia fondamentale
Sono sempre più necessarie modalità di accesso a liquidità alternative, che siano adeguate a piccoli importi e allo stesso tempo anche più flessibili
di Antonella Moretto *
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Il Supply Chain Finance è un tema molto discusso ma raramente definito. Noi dell’Osservatorio Supply Chain Finance del Politecnico di Milano, impegnati ormai da oltre otto anni con attività di ricerca e divulgazione scientifica sul tema, per “Supply Chain Finance” intendiamo l’insieme di soluzioni che consentono a un’impresa di finanziare il proprio capitale circolante (crediti, debiti, scorte), facendo leva sul ruolo che essa ricopre all’interno della Supply Chain in cui opera e sulle relazioni con gli altri attori della filiera.
Perché è importante parlare di Supply Chain Finance in Italia? Vi sono due elementi strutturali che è opportuno considerare. In primo luogo, i tempi di pagamento dei debiti commerciali, benché in calo, rimangono ancora estremamente lunghi, attestandosi su un valore medio di oltre 90 giorni. I valori medi a livello di economia complessiva vedono poi differenze rilevanti a seconda della dimensione aziendale, a discapito delle imprese più piccole. Come conseguenza il circolante delle imprese lungo la filiera si gonfia e aumenta l’esposizione finanziaria complessiva.
In secondo luogo, il panorama delle imprese italiane è costituito in larghissima misura da piccole o piccolissime imprese (fatturato meno di 10 milioni di euro) che hanno una maggiore difficoltà intrinseca di accesso al credito tradizionale. Si rendono quindi necessarie delle modalità di accesso a liquidità alternative, che siano adeguate a piccoli importi e allo stesso tempo anche più flessibili.
A questo proposito il Supply Chain Finance si sta affermando come una risposta concreta, soprattutto per piccole e medie realtà. La logica retrostante è semplice: sfruttando i rapporti commerciali di filiera, il sistema finanziario ottiene maggiori garanzie sullo stato delle imprese da finanziarie ed eroga liquidità più facilmente.
Le soluzioni di Supply Chain Finance si distinguono secondo due prospettive di analisi. La prima è relativa alla componente del capitale circolante che mirano a finanziare: debiti commerciali, crediti commerciali o scorte. Esempi tipici di soluzioni adottate per ciascuna di queste tre componenti possono essere:
1) Il Reverse Factoring (per esempio, un cliente di elevato merito creditizio attiva una partnership con un factor per favorire la cessione delle fatture dei propri fornitori, che quindi sfruttano il merito creditizio del cliente) e il Dynamic Discounting (per esempio, una soluzione tecnologica che consente il pagamento anticipato da parte del cliente a fronte di uno sconto da parte del fornitore sull’importo della fattura proporzionale ai giorni di anticipo, concordato dinamicamente per ciascuna transazione) per i debiti commerciali.
2) Il Factoring (cessione di crediti commerciali vantati da un’azienda verso la propria clientela) e l’Invoice Trading (per esempio un “marketplace” per la cessione del credito basato su una piattaforma tecnologica che consente a terze parti con disponibilità di capitali di investire nelle fatture emesse dalle aziende) per i crediti commerciali.
3) L'Inventory Financing (finanziamento di breve delle scorte attraverso una linea di credito) per le scorte.

