Il conflitto

Putin: «La tregua deve portare alla pace». Trump: «Dichiarazioni promettenti ma incomplete». Tajani convoca l’ambasciatore russo dopo l’attacco a Mattarella

Il presidente russo incontra l’inviato Usa Witkoff. The Donald: «Nato più forte grazie alle mie azioni, ma gli alleati pagano ancora poco»

Ucraina, Putin: "Nel Kursk o si arrendono o moriranno"

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Putin non chiude a una tregua in Ucraina ma puntualizza che «dovrebbe portare ad una pace a lungo termine e affrontare le cause di fondo del conflitto». Per il presidente russo, che ha incontrato a Mosca l’inviato Usa Witkoff, «c’è ancora molto da discutere», probabilmente in una telefonata con Trump. «Dichiarazione molto promettente ma non completa, sarebbe molto deludente se rifiutasse», commenta il presidente americano ricevendo il segretario generale della Nato Rutte. Kiev intanto si ritira progressivamente dalla regione russa di Kursk e Zelensky si fa sentire: «Il dittatore russo Vladimir Putin vuole respingere la proposta degli Stati Uniti di un cessate il fuoco di 30 giorni con l’Ucraina. Per riuscirci, pone richieste impossibili», dichiara. La portavoce del ministero degli Esteri di Mosca Zakharova torna ad attaccare Mattarella, accusandolo di «menzogne e falsità».

Putin prende tempo sulla tregua

Finalmente Vladimir Putin si pronuncia sull’ipotesi di cessate il fuoco formulata a Gedda. Quello americano sembra apprezzare il «pensiero», ma chiede di più. Il presidente russo ringrazia Trump per l’interessamento all’operazione speciale in Ucraina, mettendo comunque le mani avanti: «Siamo d’accordo nel fermare i combattimenti, ma questo dovrebbe portare a una pace lunga e duratura». Alcune questioni devono ancora essere affrontate per una tregua con Kiev e la Russia avrebbe ancora bisogno di «consultazioni con gli Usa», probabilmente con una telefonata tra i due presidenti.

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La situazione nel Kursk sarebbe «pienamente sotto il controllo russo». Per l’Ucraina «sarebbe un bene raggiungere un cessate il fuoco di 30 giorni», ma nelle intenzioni del presidente della Federazione russa la tregua dovrebbe portare a qualcosa di più. Quanto agli ucraini a Kursk, in questo momento «ci sono due opzioni: morire o venire catturati». Putin invia anche un messaggio alle imprese occidentali: «A coloro che vogliono tornare, diciamo: benvenuti, benvenuti in qualsiasi momento». Putin parla a margine della conferenza stampa con il presidente della Bielorussia Alexander Lukashenko in visita ufficiale in Russia. E incontra a porte chiuse l’inviato degli Stati Uniti Steve Witkoff.

Trump: «Dichiarazioni promettenti, ma incomplete»

Non si fanno attendere le reazioni di «The Donald» che pare gradire, ma non troppo: Putin, a suo avviso, ha rilasciato una «dichiarazione molto promettente» sulla tregua, eppure «incompleta». Mi piacerebbe incontralo, parlare con lui. Sarebbe deludente se Mosca rifiutasse il piano». Per quanto riguarda gli alleati, «la Nato è diventata molto più forte con le mie azioni», ha detto Trump nell’incontro avuto nello Studio Ovale con il segretario generale dell’Alleanza atlantica Mark Rutte, sottolineando di aver ricevuto notizie che «le cose stanno andando bene in Russia» e ci sono state «discussioni molto serie con Putin e altri. Sappiamo dove siamo con l’Ucraina, speriamo che facciano la cosa giusta», ha aggiunto il presidente riferendosi a Mosca. «The Donald» in ogni caso insiste: «I Paesi della Nato pagano troppo poco» per la difesa. Trump ha ribadito a Rutte la sua volontà di annettere il territorio autonomo della Groenlandia dalla Danimarca, Paese Nato e Ue, nell’interesse della «sicurezza internazionale. Penso che accadrà», ha detto il presidente Usa, suscitando reazioni contrariate dalla Danimarca («Non apprezziamo il fatto che il segretario generale della Nato scherzi con Trump sulla Groenlandia in questo modo», ha detto Rasmus Jarlov, presidente della commissione Difesa della Danimarca) e dalla stessa Groenlandia («Adesso basta», ha dichiarato il primo ministro uscente groenlandese Mute Egede).

Il no di Mosca alla semplice tregua

La posizione di Mosca è insomma un no a una tregua sic et simpliciter. «Servirebbe» all’Ucraina «per riprendere il fiato, mentre noi vogliamo una pace duratura», dice il consigliere di Putin per la politica estera Yuri Ushakov. Mentre la portavoce del ministero degli Esteri Marija Zakharova afferma che un eventuale dispiegamento di peacekeeper europei in Ucraina sarebbe «assolutamente inaccettabile» perché significherebbe «il coinvolgimento di questi Paesi in un conflitto fisico diretto» con la Russia.

La posizione russa era stata già anticipata dal consigliere diplomatico di Putin, Yuri Ushakov, citato da Interfax, secondo il quale la proposta di cessate il fuoco di 30 giorni «deve essere modificata per tenere conto degli interessi della Russia, perché rappresenta solo l’approccio dell’Ucraina».

Ancora sotto attacco Mattarella, Tajani convoca l’ambasciatore russo

Sul fronte diplomatico internazionale si registra anche un nuovo attacco di Mosca al presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella. «Le affermazioni del presidente italiano Sergio Mattarella secondo cui la Russia minaccia l’Europa con armi nucleari sono menzogne e falsità», ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, citata dalla Tass. Ancora: «Potete benissimo chiedere al Presidente della Repubblica italiana per quali motivi si è permesso di mentire in quel modo. Forse si degnerà di provare in qualche modo le sue parole? Ma posso dirvelo subito: non potrà farlo. Non troverà una sola dichiarazione di alcun funzionario della Federazione Russa che possa essere interpretata in questo modo».

A seguito dell’attacco, il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani ha condannato severamente l’ennesimo attacco verbale giunto dalla Russia nei confronti del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «Il Presidente della Repubblica è un uomo di pace e simbolo di unità nazionale ed europea», ha affermato. A seguito dell’attacco, Tajani ha chiesto al segretario generale della Farnesina, ambasciatore Riccardo Guariglia, di convocare l’ambasciatore della Federazione Russa a Roma.

Durante il suo recente viaggio in Giappone, Mattarella aveva affermato: «La Federazione Russa, in particolare, si è fatta promotrice di una rinnovata e pericolosa narrativa nucleare». Con «le minacce all’Ucraina», Mosca ha agito «instillando l’inaccettabile idea che ordigni nucleari possano divenire strumento ordinario nella gestione dei conflitti, come se non conducessero inevitabilmente alla distruzione totale», aveva aggiunto il capo dello Stato.

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Le richieste di Mosca agli Usa

La Russia avrebbe già fornito agli Stati Uniti un elenco delle sue richieste per concludere un accordo sul conflitto in Ucraina e riavviare le relazioni tra Russia e Stati Uniti.

Non è chiaro cosa sia esattamente incluso nell’elenco delle richieste, ma le condizioni proposte sono ampie e simili a quelle precedentemente presentate dalla parte russa a Kiev, agli Stati Uniti e alla Nato.

La Russia ha voluto mettere in chiaro che la Crimea e le regioni ucraine di Kherson, Zaporizhzhia, Donetsk e Lugansk sono «regioni della Federazione Russa» come è scritto nella Costituzione russa, e «questo è un dato di fatto», ha detto Peskov, ribadendo alcune delle condizioni del presidente Vladimir Putin per la pace. Peskov non ha voluto commentare la notizia secondo cui la Russia ha consegnato agli Usa una lista di richieste per chiudere la guerra, tra le quali anche il riconoscimento della Crimea e delle quattro regioni ucraine occupate.

Anche la portavoce del ministero degli Esteri Zakharova non ammorbidisce i toni. Un dispiegamento di forze occidentali in Ucraina come forze di pace rimane, per Mosca, «inaccettabile», dice Zakharova, e la Russia risponderebbe «con tutti i mezzi a disposizione».

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La Polonia chiede armi nucleari

Intanto la Polonia ha chiesto agli Stati Uniti di trasferire armi nucleari sul suo territorio come deterrente contro una possibile aggressione futura da parte della Russia. Lo ha detto il presidente polacco Andrzej Duda nel corso di una intervista al Financial Times, spiegando che Varsavia sarebbe maggiormente sicura se le armi nucleari fossero presenti sul suo territorio. «I confini della Nato si sono spostati a est nel 1999, quindi 26 anni dopo dovrebbe esserci anche uno spostamento dell’infrastruttura Nato a est. Per me questo è ovvio», ha detto Duda. Il presidente polacco ha formulato la sua richiesta con l’inviato speciale del presidente americano Donald Trump per l’Ucraina e la Russia Keith Kellogg.

Sul terreno di battaglia, le cose si mettono a favore della Russia. Il ministero della Difesa di Mosca ha annunciato che le truppe russe hanno liberato Sudzha, il principale centro abitato della regione di Kursk occupato dalle truppe di Kiev, riferiscono le agenzie russe. L’esercito russo ha effettuato poi in serata un attacco con droni sulla città di Kharkiv. Si registra almeno una vittima, mentre un incendio è scoppiato in uno dei luoghi dell’impatto.

Commissione Ue propone acquisti congiunti di armi

Bruxelles proporrà acquisti congiunti di armi per conto degli Stati membri Ue: «Su richiesta degli Stati membri», la Commissione potrebbe «agire come organismo centrale di acquisto per loro conto», afferma una bozza del documento politico sulla difesa atteso per la prossima settimana, di cui dà notizia il Financial Times online. «L’aggregazione della domanda tramite appalti collaborativi è la via più conveniente per ricostruire la difesa europea», afferma. «L’approvvigionamento collaborativo di prodotti per la difesa presenta notevoli vantaggi sia per gli Stati membri che per l’industria della difesa».

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