Perché le Borse volavano e ora frenano? Il motivo è nell’enigma della liquidità
Da ottobre i listini mondiali hanno recuperato il 17,6%, nonostante la stretta di Fed e Bce. Perché? La spiegazione nei dati sulla liquidità globale
di Morya Longo
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I punti chiave
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Forse l’ex presidente della Fed, Alan Greenspan, lo definirebbe «conundrum». «Enigma». Perché qualcosa di enigmatico nel rally che le Borse hanno messo a segno a partire da metà ottobre (e che vacilla da qualche giorno forse non a caso) in fondo c’è: com’è possibile che i mercati finanziari, che per molti anni sono stati sostenuti in maniera determinante dalla liquidità pompata dalle banche centrali, corrano da mesi sebbene le principali banche centrali stiano ritirando la liquidità e alzando i tassi più di quanto non ci si aspettasse?
Si può giustificare questo rimbalzo dicendo che nel 2022 i listini mondiali erano scesi molto. Vero. Si può spiegare anche guardando alle crescenti (e valide) aspettative di un’economia che eviterà la recessione e di un’inflazione che cala. Vero anche questo. Ma il dubbio resta: sono giustificate le performance dei listini dai minimi di metà ottobre (+17,6% l’indice globale Msci World, +34% Milano, +25,8% l’Eurostoxx, +12% Nasdaq e Wall Street), considerando la stretta monetaria generale?
La risposta: la liquidità globale è tornata a crescere
La risposta (o meglio, una delle risposte) è più banale di quanto non si possa immaginare: la liquidità non sta affatto calando a livello globale. Era diminuita molto nel 2022 (quando guarda caso le Borse erano crollate), ma a partire proprio da ottobre si assiste a un’inversione di marcia: da allora a livello globale la liquidità (misurata con l’aggregato M2) è aumentata di 6mila miliardi di dollari.
Perché è vero che la Fed la sta riducendo da molto tempo e da marzo anche la Bce inizierà a farlo, ma è altrettanto vero che nel frattempo la Bank of Japan e soprattutto la Banca centrale cinese stanno pompando liquidità. «Mentre la Fed stringe la cinghia, le condizioni finanziarie globali continuano ad allentarsi grazie alla liquidità globale iniettata da altre banche centrali, alla riapertura della Cina e al dollaro più debole», commenta Michael J Wilson di Morgan Stanley. Insomma: c’è il fondato dubbio che una parte di questo rally (che ripetiamo, ha anche altre motivazioni) sia dovuta proprio all’inversione di marcia della liquidità globale. Iniziata proprio ad ottobre.
La Cina inietta mentre gli Usa tolgono
Guardando i dati si trovano forse un po’ di spiegazioni su questo rally delle Borse. Come detto, l’aggregato M2 a livello globale è tornato a salire, dopo il "dimagrimento” dei mesi precedenti a ottobre. Se si guarda lo spaccato dei vari Paesi, si scopre perché. La liquidità sta calando negli Stati Uniti (a dicembre la variazione anno su anno è diventata negativa dell’1,3%) e sta rallentando la crescita in Europa. In compenso cresce (poco per la verità) in Giappone e vola letteralmente in Cina: l’aggregato M2 gennaio qui è aumentato del 12,6% secondo i dati Bloomberg. Così, come in una gigantesca tela di Penelope, ciò che gli Stati Uniti disfano la Cina ricompone.

