Bce, pro e contro dello scudo anti-spread: ecco cosa spera e cosa teme il mercato
Lo spread BTP-Bund scende fino a 213 punti base, ma i dubbi sull’efficacia dello scudo restano: ecco perché il mercato ci crede, fino a un certo punto
di Morya Longo
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I punti chiave
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Le Banche centrali affossano ancora le Borse giovedì. Ma contemporaneamente la Bce, pur nella vaghezza del suo piano anti-spread annunciato mercoledì, riesce a sostenere i titoli di Stato italiani e a ridurre il differenziale tra BTp e Bund fino a 213 punti base. Considerando che era a 252 martedì sera, prima della riunione di emergenza della Banca centrale di mercoledì, il movimento è davvero rilevante.
Il mercato è insomma preso tra due contrapposte emozioni: da un lato prova a credere nello scudo anti-spread (anche se i dubbi sono ancora tanti), ma dall’altro teme che le banche centrali abbiano perso il controllo dell’inflazione e che siano costrette a rialzare i tassi più del previsto. Con il rischio di affondare l’economia. Morale: Borse in caduta giovedì (Milano -3,32%, Francoforte -3,31%, Parigi -2,39%, Londra -3,14%), ma spread tra BTp e Bund in calo. Durerà? Su questo il mercato nutre ancora un certo scetticismo.
Titoli di Stato: i BTp riconquistano posizioni
Partiamo proprio dai titoli di Stato. Giovedì a causare un restringimento degli spread è stata l’indiscrezione, battuta dalle agenzie di stampa intorno alle 13,26, che lo scudo della Bce possa arrivare già a luglio. Questo ha avuto un effetto ovvio sui titoli di Stato.
Da un lato negli ultimi due giorni sono rimasti pressoché stabili (e saliti giovedì) i rendimenti dei decennali tedeschi, che saranno penalizzati dallo scudo anti-spread: martedì sera rendevano l’1,75%, mercoledì sera l’1,64% e ieri hanno chiuso a 1,70%.
Dall’altro sono scesi i rendimenti dei BTp italiani: sono partiti dal 4,27% di martedì sera, per calare a 3,81% mercoledì e chiudere giovedì a 3,85%. Giù dal 3,13% di martedì al 2,88% anche i titoli spagnoli.


