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Borsa: l'Europa paga le trimestrali e l'escalation Usa-Iran, -1,3% Milano

Prezzi del petrolio sui massimi da sei mesi. Vola il gas (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 19 feb - Trimestrali che deludono e tensioni tra Usa e Iran che si acuiscono e tornano a preoccupare sono al centro dell'attenzione degli investitori e gli indici europei prendono con decisione la via del ribasso abbandonando i massimi della vigilia. Anche i future Usa sono in rosso (in attesa dei dati sui sussidi alla disoccupazione) e la volatilita' e' in aumento, mentre si accentua la tensione sui prezzi del petrolio.

Milano cede l'1,3%, Madrid lo 0,9%, il calo di Parigi e di Francoforte e' dello 0,7% mentre Amsterdam limita le perdite a -0,17%. Il petrolio e' sui massimi da sei mesi e dopo il +4% della vigilia e' in rialzo di oltre un punto percentuale con il Brent che ha superato i 71 dollari (+1,2% a 71,2; Wti a 65,8 dollari +0,9%) mentre l'ipotesi di un attacco militare all'Iran e' sul tavolo, con i timori per gli approvvigionamenti di petrolio che aumentano, insieme a quelli sul gas. Il mercato teme infatti che un'escalation tra Stati Uniti e Iran possa interrompere i flussi di gas naturale liquefatto (Lng) nella regione e spinge al rialzo il prezzo del gas europeo: +7,8% a 33,94 euro al MWh.

L'azionario europeo risente di alcune trimestrali che stanno pesando particolarmente sugli indici, a partire da Airbus che perde il 5% dopo i numeri del 2025 che hanno visto profitti record ma con il previsto rallentamento della produzione del jet A320 e con target deboli per le consegne di aerei. Calo pesante anche per Renault (-5,8%) dopo i dati, con tutto il settore auto europeo penalizzato, male a Londra Rio Tinto (-3,5%) dopo i conti.

A Piazza Affari, Fincantieri scende sotto i 15 euro (-9%) dopo il collocamento del 10% del capitale a 15,32 euro per azione, con il flottante che sale cosi' al 36,2%, un'operazione inattesa dal mercato. Deboli le utility con il mercato che fa i conti con gli effetti del decreto energia varato ieri dal Governo, che prevede tra l'altro un aumento del 2% dell'Irap per le societa' del settore energetico per due esercizi fiscali (2026-27). Penalizzate nel Ftse Mib A2a ed Enel (-4,13% per entrambe), male anche Hera (-2,5%), Italgas (-2,2%) e Terna (-1,74%), queste ultime due reduci dai massimi storici dei giorni scorsi. Fuori dal listino principale, soffrono Erg (-4,9%) e Iren (-3,8%). Deboli i titoli del lusso, Brunello Cucinelli (-1,7%) dopo i conti e Moncler (-2,2%) che li attende. Resta in testa al listino in solido rialzo Tenaris (+4,2%) che festeggia i numeri migliori delle attese, salgono di oltre un punto percentuale Diasorin, Amplifon, Nexi ed Eni, rallentano le banche.

Si allentano gli acquisti su oro e argento: il contratto spot sul metallo giallo sale dello 0,16% a 4.983 dollari l'oncia, mentre quello sull'argento sale dello 0,9% a 77,85 dollari.

Sul valutario recupera il dollaro e l'euro al momento scambia a 1,1780 (ieri in chiusura era a 1,1812). Euro/yen a 182,16 (da 182,3) e dollaro/yen a 154,62 (da 154,3). In calo dell'1,3% a 66.583 dollari il Bitcoin.

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