
###Borse: verso conferma al top con tregua Iran, strategist puntano su consumer e pharma - FOCUS
Ma il rischio e' che torni in primo piano l'inflazione (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 25 mag - I mercati azionari scontano gia' da settimane uno stop, almeno temporaneo, della guerra in Iran, con la riapertura dello stretto di Hormuz, e quando finalmente la tregua sara' ufficializzata l'attenzione tornera' a concentrarsi sulle prospettive di inflazione e le possibili mosse delle banche centrali. In questo contesto, i listini vivranno con ogni probabilita' una fase di 'consolidamento' sui livelli attuali, gia' record, mentre non appaiono fondate le speranze di un nuovo rally. 'Motivi per pensare che il mercato rimanga su questi livelli ci sono, mentre vedere un nuovo rialzo e' piu' complicato - spiega a Radiocor Angelo Meda, responsabile azionario di Banor -. Certo l'Europa e' quella che beneficera' di piu' di un'eventuale tregua e quindi potremmo tornare a un mondo in cui l'Europa fa un po' meglio degli Stati Uniti, colmando il gap degli ultimi mesi'. Considerando le aspettative del mercato, ribadisce, 'il potenziale accordo' tra Usa e Iran 'non e' una vera novita', lo sarebbe stato il contrario'. Meda nota inoltre che per gli indici azionari fino a ora il bilancio dall'inizio della guerra e' complessivamente positivo perche' 'e' salito il prezzo del petrolio', di cui approfittano i titoli del settore oil, 'ma non sono calati in modo significativo i consumi: finora l'economia ha retto molto bene'. L'interrogativo e' ora se, come spesso accade, 'si comprano i rumor e si vende la notizia', cioe' se l'eventuale fine della guerra potra' 'essere una scusa per ridurre un po' l'esposizione e vendere', anche perche' 'se dovesse davvero arrivare la fine delle ostilita' si tornera' a guardare all'inflazione e alle aspettative sui tassi di interesse e da quel lato le notizie non sono cosi' positive'. Se quindi le previsioni vedono una Fed ferma fino alle elezioni di midterm (mentre la Bce potrebbe dare 'un segnale' al rialzo a giugno, senza tuttavia avviare per il momento un ciclo rialzista), lo spunto per nuove puntate al rialzo delle Borse potrebbe arrivare solo se si tornasse a parlare di tagli dei tassi, con un riassorbimento delle pressioni sui prezzi: prospettiva che al momento appare lontana. Banor, illustra Meda, vede invece una possibile rotazione settoriale, con una flessione del comparto energetico e una risalita dei titoli dei beni di consumo. Negli Usa arrivera' inoltre la maxi Ipo di SpaceX, oltre alle quotazioni dei gruppi dell'intelligenza artificiale, che metteranno nuovamente sotto i riflettori il comparto tech, ma 'nel momento in cui finisce la guerra', si potra' anche 'guardare quello che e' rimasto un po' indietro', come ad esempio il comparto pharma. 'Il punto di domanda vero - conclude Meda - e' sull'auto', dove pero' 'ci sono interrogativi strutturali'.
Se sara' annunciata la tregua Usa-Iran con la riapertura di Hormuz, aggiunge da parte sua Gianmarco Bonacina, head of research di Banca Akros, ci potra' 'essere una reazione positiva da parte dei titoli consumer e degli industriali energy sensitive, che hanno maggiormente sofferto dallo scoppio del conflitto'. Tra le blue chip milanesi potenzialmente coinvolte ci sono Moncler, Buzzi e Campari.
Ppa-.
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