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Borsa: Europa al top scommette su pax Usa-Iran, per Milano (+1,4%) nuovo record

Piazza Affari rompe dopo 26 anni il muro dei 50.109 punti (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 25 mag - Orfana di Wall Street, l'Europa 'balla' da sola e festeggia con nuovi record la possibile pax tra Usa e Iran. La fine del conflitto in Medio Oriente, e lo stop al caos che regna da settimane nello stretto di Hormuz, danno infatti fiducia agli indici del Vecchio Continente che bruciano un record dopo l'altro: Francoforte termina a un soffio dai suoi massimi storici, l'Euro Stoxx 600 da primato prosegue il suo rally da sei sedute consecutive e, soprattutto, Piazza Affari (+1,4%) rompe dopo 26 anni il muro dei 50.109 punti che resisteva dal lontano marzo 2000 - un'era geologica fa dal punto di vista borsistico, nel pieno della bolla delle 'dot-com' - e tocca vertici inediti chiudendo la seduta a 50.220 punti. Lo scatto finale al rialzo arriva quando nel pomeriggio si diffonde la notizia che una delegazione iraniana di altissimo profilo e' in Qatar per negoziare. Mossa che sembra testimoniare quanto l'accordo Washington-Teheran sia a un passo e che manda ancora piu' giu' le quotazioni di petrolio e gas.

In questo clima, l'indice Ftse Mib e' trainato al rialzo da un trio di testa composto da Avio (+7,2% con la quotazione di Space X ormai alle porte che accende il settore Spazio), Nexi (+6,5%, uno strappo legato all'imminente salita di Cdp nel capitale) e Amplifon (+3,9%) che dopo il maxi-collocamento e' promossa dagli analisti di Kepler. Corrono banche e assicurazioni, mentre sul fronte opposto la discesa del greggio pesa su Eni (-1,1%), cosi' come frena il comparto Difesa. Fuori dal listino principale, prosegue il crollo di Italian Sea Group (-7,1%) legato al capitale sociale ormai ridotto sotto il minimo legale.

Sul fronte dei cambi, l'euro si rafforza a 1,164 dollari (1,160 alla chiusura di venerdi'). Vale inoltre 185,04 yen, mentre il dollaro-yen si attesta a 158,89. La schiarita geopolitica raffredda, infine, i prezzi delle materie prime: il gas perde quota a 45,4 euro al MWh (-6,7%), il petrolio Wti perde il 5,9% portandosi a 90,9 dollari al barile e il Brent del mare del nord scende a 97,8 dollari (-5,6 per cento).

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