
Borsa: Milano chiude piatta tra stallo Iran e attesa Big Tech, petrolio +3%
Brent a 109 $, Wti a 97 $. Corrono Saipem e le banche (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 27 apr - Le Borse europee iniziano in cauta osservazione una settimana sospesa tra l'attesa per le trimestrali delle Big tech americane e i tentativi di accordo tra Usa e Iran, che dovrebbero precedere la tanto agognata riapertura dello Stretto di Hormuz. Il governo di Teheran vorrebbe rinviare a un secondo momento le trattative sul nucleare, oltre ad aver ideato una proposta di legge per affidare alle sue forze armate il controllo stretto. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi - a capo della delegazione diplomatica di Teheran - ha incontrato il presidente russo Vladmir Putin, che ha detto fara' 'di tutto per garantire la pace in Medio Oriente'. Oggi, intanto, il presidente Usa Donald Trump dovrebbe tenere una riunione sulla crisi in Iran, con una parte dell'amministrazione scettica - secondo Abc News - sull'andamento dei colloqui finora. 'La volatilita' delle negoziazioni tra Iran e Usa genera un sentiment instabile, ma lo scenario base rimane indirizzato verso la de-escalation', scrive Luca Simoncelli di Invesco, secondo cui, pero', 'la probabilita' di uno scenario in cui si stia creando un primo danno concreto alla crescita economica, non solo all'inflazione, e' in aumento'.
E parlando d'inflazione, in settimana il faro e' anche sulle riunioni di Fed e Bce sui tassi d'interesse.
In questo contesto Milano e' rimasta a galla sulla parita' (+0,04%), cosi' come Madrid (+0,02%). Parigi a -0,2%, Francoforte a -0,2%, Amsterdam a -1,1% e Londra a -0,5%. A Piazza Affari la spinta piu' evidente e' arrivata da Saipem (+4,2%), sostenuta dal rialzo del greggio. Bene i bancari, con Bper (+1,9%), Banca Mediolanum (+1,7%) e Banco Bpm (+1,5%) tra i piu' comprati. Tra i ribassi, vendite su Avio (-4,5%), Prysmian (-2,2%) e StMicroelectronics (-2,3%), quest'ultima con prese di beneficio dopo il rally della scorsa settimana dopo i conti del primo trimestre. Nexi (+1,5%) ha invece invertito la rotta nonostante il downgrade di BofA che l'aveva penalizzata in avvio.
Per le materie prime il Brent e' di nuovo in forte rialzo a 109 dollari al barile (+3,4%), mentre il Wti e' salito a 97,1 dollari (+2,9%). L'oro spot e' debole a 4.675 dollari l'oncia (-0,6%), insieme al bitcoin, in calo a 76.800 dollari (-1,8%). Sul valutario, l'euro vale in chiusura 1,1733 dollari, l'euro/yen a 186,8 e il dollaro/yen a 159,2.
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