La funzione del Procurement nella strategia di scelta delle energie rinnovabili
Occorre valutare la difficoltà di reperire le materie prime per la realizzazione degli impianti e arrivare a un equilibrio tra sostenibilità e costi
di Fabio Gironi *
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Gli scenari energetici modificati dal conflitto in Ucraina spingono ad importanti decisioni sulla necessità di cambiare l’approvvigionamento energetico a livello mondiale: non si tratta più di autonomia da Paesi più o meno “amici” per il rifornimento di energia qualsiasi essa sia, si deve raggiungere una indipendenza totale da forniture subordinate a fenomeni politico economici che cambiano radicalmente e repentinamente. Ci è voluta nuovamente una guerra, con devastanti conseguenze economiche ed umanitarie, a risvegliare il mondo dal torpore che lo aveva pervaso in quanto era comodo proseguire cautamente verso la transizione energetica, perché, come cercherò di illustrare in seguito, ci sono dei risvolti che non soddisfano tutti i portatori di interessi.
Modificare la composizione delle fonti di energia per il sostentamento di una nazione significa cambiare la mentalità delle persone, l’energia non è un costo che aumenta nella fattura che il nostro fornitore ci addebita e solo se questo aumenta riduciamo i consumi, l’energia è un bene comune, non va sprecata; è stata fatta una campagna sullo spreco di acqua, perché non trattare l’energia alla stessa stregua dell'acqua? La scarsità di precipitazioni ha portato un impoverimento delle riserve idriche, ci si sta impegnando nel contenimento dello spreco di acqua e la ricerca sta studiando tecnologie nella zootecnia ed agricoltura per ridurre l’utilizzo della risorsa idrica con risultati uguali, se non superiori.
Il futuro dell’energia passerà attraverso un sempre più esteso utilizzo dell’elettricità per ogni attività umana, dalla mobilità alla industria a tutta la catena informatica e di comunicazione e, non ultimo, per la produzione dell’idrogeno, un prodotto innovativo per la energizzazione sia per impiego immediato che per lo stoccaggio e successivo uso secondo le necessità degli utilizzatori.
Se nel 1973 la prima crisi petrolifera portò all’applicazione di politiche di rigore e misure drastiche per limitare il consumo di energia e rappresentò per la prima volta per l’Occidente l’occasione di riflettere sull’uso delle fonti rinnovabili in alternativa ai combustibili fossili, ora dobbiamo affrontare anche il tema dell’inquinamento ambientale.Il ricorso a fonti energetiche rinnovabili e un’adeguata crescita della responsabilità collettiva nei confronti dei consumi, forniranno un significativo contributo alla soluzione di entrambi i problemi e alla creazione di nuovi posti di lavoro.
In Italia entro il 2030 si dovranno installare almeno 70 GW di potenza da fonti rinnovabili per rispettare gli obiettivi fissati a livello europeo che prevedono, in tale anno, una riduzione del 55% delle emissioni rispetto ai livelli del 1990 e una fornitura per la parte elettrica da energie rinnovabili pari al 72% del fabbisogno.

