Brusco risveglio per Borse e titoli di Stato: adesso i falchi sono alla Bce
Le speranze accese mercoledì sono andate deluse. Ma la vera sorpresa è arrivata dall’Eurotower, che ignora la guerra e volta le spalle all’economia
di Morya Longo
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I punti chiave
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È come se i mercati finanziari avessero scoperto all’improvviso che il Babbo Natale che si erano immaginati non esiste. Mercoledì le Borse avevano registrato giganteschi rimbalzi nuntrendo una certa speranza sull’incontro tra i ministri degli esteri di Russia ed Ucraina in Turchia, attendendo con fiducia parole accomodanti dalla Bce e auspicando buone notizie dal vertice di Versailles del Consiglio europeo. Se quest’ultimo ha prodotto notizie e indiscrezioni troppo tardi per condizionare le Borse europee, tutto il resto si è rivelato per i mercati una sfilata di cocenti delusioni.
L’incontro in Turchia tra i ministri degli esteri non ha prodotto alcun passo avanti concreto verso la tregua. La Bce si è dimostrata più restrittiva delle attese, annunciando il graduale ridimensionamento degli acquisti di titoli come se la guerra fosse solo un banale incidente nel percorso verso la normalizzazione della politica monetaria. E, ad aumentare la delusione, nel pomeriggio è arrivato anche un dato leggermente superiore alle attese sull’inflazione Usa: +7,9% a febbraio, massimo da 40 anni. Se qualcuno sperava in una schiarita e nel pronto soccorso delle banche centrali, è rimasto deluso.
La delusione nelle chiusure
La delusione si è tradotta nelle quotazioni. I mercati azionari hanno registrato forti ribassi sin dalla mattinata, quando si è capito che l’incontro tra i ministri di Russia e Ucraina non avrebbe portato a nulla. E i mercati obbligazionari hanno registrato una vera e propria debàlce durante la conferenza stampa della Bce. Così alle fine le Borse hanno chiuso in deciso ribasso: Milano -4,20%, Parigi -2,98%, Francoforte -2,97%, Londra -1,27%.
Ma le vere vittime della giornata sono stati i mercati obbligazionari, e soprattutto i titoli di Stato dei Paesi del Sud Europa: è per questo che lo spread tra BTp e Bund è salito di 15 punti base in un colpo solo, passando da 148 a 163. Questo perché il rendimento del BTp decennale ha registrato il maggior balzo giornaliero dal marzo 2020: da 1,67% a 1,91%.
Il fallimento del vertice russo-ucraino
Come detto le motivazioni di questi movimenti dei mercati sono diverse. La prima è arrivata in mattinata, dal vertice - inconcludente - tra i ministri degli esteri di Russia e Ucraina. Mercoledì era stata l’attesa per questo incontro, con le caute aperture del presidente ucraino Zelensky, a galvanizzare le Borse che avevano registrato rialzi tra il 6 e il 7%. Ieri la reazione al nulla di fatto è stata quella opposta.


