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###Generali: con Intesa verso nocciolo duro italiano per la stabilita' - FOCUS

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 08 giu - Se e' vero che, come ha sottolineato piu' volte il Ceo di Intesa, Carlo Messina 'a noi di Generali interessano gli utili e non la gestione, ne' presentare liste', e' altrettanto chiaro che l'irruzione di Ca de' Sass nella grande partita del risiko punta a mettere in sicurezza la filiera, tutta italiana, costituita da Mps e a cascata da Mediobanca e dal Leone di Trieste, che oggi in Borsa e' balzato del 2,8% al massimo storico, 39,9 euro. Un intervento stabilizzatore, soprattutto - secondo alcuni addetti ai lavori - per quanto riguarda gli equilibri dell'azionariato e della governance di Generali, messi alla prova negli ultimi anni dalla dialettica tra soci privati e il management, sostenuto dal primo socio Mediobanca.

Se l'Opas su Mps andra' a buon fine, Intesa Sanpaolo prendera' il posto di Piazzetta Cuccia, che detiene il 13,5% del gruppo assicurativo, puntando a mantenere lo stesso trattamento in bilancio della quota (a patrimonio netto), che pero' viene considerata 'soltanto un investimento azionario'.

'Sara' importante' che Generali 'sia ben gestita, a me interessa che rimanga una buona azienda ma non ho alcun interesse a essere quello che propone liste per il consiglio di amministrazione', ha sottolineato il top manager, pur precisando, che il Leone 'e' una buona azienda ma tutto si puo' migliorare'.

Solo il tempo dira' quale sara' effettivamente il ruolo di Intesa Sanpaolo in Generali. Intanto pero', guardando la geografia dell'azionariato del colosso triestino, e' innegabile che - se l'Opas Mps andra' a buon fine - avra' l'effetto di rafforzare il nocciolo italiano e presumibilmente stabile nel libro soci. A maggior ragione perche' - in virtu' dell'operazione sul Monte - alcuni dei principali azionisti privati del Leone (Delfin con il 10% e Caltagirone con il 6,2%) saranno anche soci rilevanti di Intesa Sanpaolo (rispettivamente con il 3,8% e il 2,9%, secondo le prime stime): 'ci auguriamo che restino nel nostro capitale', ha detto Messina.

Sommando la potenziale quota di Intesa Sanpaolo in Generali (13,5%) a quelle di Delfin, Caltagirone, Edizione (4,86%), Fondazione Crt (quasi 2%) e Cassa Forense (poco piu' dell'1%) si arriva quasi al 38%: un livello piu' che sufficiente per governare un'assemblea soci in cui lo scorso aprile si e' presentato il 70% del capitale (dato quasi record), con i fondi internazionali al 20%. Vero, nell'ultima assise si era presentata anche Unicredit, rafforzata all'8,7%, ma e' difficile prevedere come evolvera' questa quota nei prossimi mesi, anche alla luce del probabile ingresso di Intesa nell'azionariato di Trieste, il cui cda verra' a scadenza nella primavera del 2028.

Che.

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(RADIOCOR) 08-06-26 18:19:42 (0604)ASS 3 NNNN

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