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Borsa: radar sul dopo Fed in attesa del rialzo tassi, Milano e' la migliore (+0,8%)

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 16 set - La doppia frenata del petrolio e dei rendimenti bond, che pur restando su livelli record hanno interrotto la corsa, permette alle Borse europee di recuperare terreno, mentre lo sguardo dei mercati e' gia' rivolto al dopo Fed. In attesa, infatti, che stasera la Banca centrale Usa alzi il costo del denaro, per la prima volta dall'estate 2023, gli operatori si domandano se questo ritocco di 25 punti, almeno queste sono le attese, bastera' a tenere a bada l'inflazione o se, al contrario, fara' da apripista a una fase piu' restrittiva. Gli occhi saranno quindi puntati sul presidente Kevin Warsh per capire quale strada decidera' di seguire.

Aspettando la sentenza (dei mercati), e' Piazza Affari stavolta a rubare la scena e chiudere in cima ai listini del Vecchio Continente a +0,8% (portando a -3% il passivo del Ftse Mib in un mese). Il trio di testa e' composto a Prysmian (che rimbalza a +3,4%), Lottomatica (+2,8%) e Italgas (+2,4%). Bene nel tech anche St (+2%). Positive, con prudenza, le banche protagoniste del risiko. A partire da UniCredit (+0,4%) che fa passi avanti nel dialogo con il governo tedesco per l'acquisizione di Commerz. +0,6% per Intesa Sanpaolo all'indomani dell'Antitrust che ha aperto un'istruttoria sull'Opas lanciata nei confronti di Mps (-0,1%). Termina in coda al listino Stellantis (-3,3%), su cui gli analisti di Berenberg hanno tagliato giudizio e target price a causa di una ripresa dei margini piu' lenta del previsto. Fuori dal listino principale, strappa The Italian Sea (+12,3%) dopo le diverse offerte non vincolanti per sostenere il risanamento del costruttore di yatch. +5,5% per Webuild dopo l'ok Consob via libera all'opa su Trevi.

Sul mercato valutario, euro/dollaro a 1,1538 (da 1,1540 ieri in chiusura). La moneta unica vale anche 178,91 yen (da 179,00), mentre il rapporto dollaro/yen e' a 155,08 (da 155,12). Sul fronte dell'energia frena il prezzo del petrolio anche a seguito del calo delle scorte Usa minore delle attese. Il future ottobre del Wti cede il 4,2% a 101,4 dollari al barile e il contratto di novembre per il Brent scivola del 3,6% a 104,7 dollari. Si sgonfia, infine, anche il gas che scambia a 77,8 euro al MWh (-2,8 per cento).

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